OGGETTO/SOGGETTO 15
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Verbi di mezza estate: lui pedalò, loro naufragarono

Spiaggia. Corridoio di varia umanità tra chioschi bar, ombrelloni e lettini a righe biancoblu, bagnasciuga e mare (anche se non è più quello vero d'un tempo, quando i bellissimi cavallucci marini ondeggiavano con aria mitologica a due passi dagli zoccoli di legno dei bagnanti). Scenario di pance, pettorali flosci, glutei paracarri, villosità, cerette, rossori, untuosità abbronzanti. Costumi di varie taglie: mini, maxi, natura. Come ogni anno, il bambino Alfredo si perde. Commercianti offrono mercanzie a prezzo trattabile. Uno può anche comprarsi un rolex col nome rolex in stampatello sul quadrante, la "patacca" almeno è autentica, ma se il gestore dei pedalò ti noleggia un pedalò senza pedali, beh, allora qualcosa non funziona come dovrebbe. Il pedalò - cosa risaputa - è quella specie di conchiglia in abs con dentro, l'etimologia non tradisce, dei pedali che muovono delle alette che consentono la navigazione. Non sarà come i barconi del Mississippi, ma il principio dell'acqua smossa per mezzo di eliche è più o meno lo stesso. In queste giornate di mezza estate, calde come in un ferragosto ad hoc, accade che si affittano pedalò elettrici. Niente più movimento tenue di polpacci, in simil mountain bike che pedali pedali pare che stai sempre lì. Col pedalò elettrico si va, lisci ed ecologici, sul mare nostrum (sperando che sia anche di altri, sennò l'economia va a fondo). Ecologici nel corpo un po' meno, perché si arriva in spiaggia in macchina e, senza neanche una flessione, ci si inconchiglia nel pedalò elettrico, che se i pedali non li ha non si capisce perché lo chiamano pedalò, sostantivo ambiguo, dal momento che è pure un verbo. Sarà che sono tornate le mezze stagioni, nel senso che durano la metà? Mah. Quesiti da cruciverba, che al mare fanno lettura trend.
Al di là di un nome imperfetto (che è anche lui una forma verbale), sempre meglio lo pseudo pedalò elettrico o a manovella dei bastardissimi acqua-scooter, fracassoni, pericolosi e inquinanti. Qualcuno mi spieghi per favore l'effetto lisergico di simili inutilità.
Dalla sponda opposta, arrivano bastimenti carichi di… No, non è un gioco, ma la realtà di un mondo che non ce la fa a campare come vita vorrebbe. Arrivano carcasse di pescherecci trasformati in navi passeggeri, e passeggeri trasformati in bestiame. Qualche volta approdano, altre volte sono tragedie. I bambini di queste storie non hanno secchielli e palette, solo lacrimoni e moccoli.
Intanto, facciamo finta di pedalare su pedalò senza pedali (che a dirlo così sembra uno scioglilingua), intonacandoci di protezione otto. Già, proteggiamoci anche dai pirati, che non hanno uncini al posto delle mani, ma braccia per lavorare. Abbiamo bisogno di questi arrembaggi, e allora troviamolo un approdo sicuro.
Intanto, stessa spiaggia stesso mare. Anche se il mare non ha più l'acqua. Ma a noi che ci importa, importante è ricordarsi di ricaricare una volta al giorno la batteria posizionata dietro la nostra schiena.
Com'è che si coniuga quel verbo marittimo che invece sarebbe da Giro d'Italia? Ah: io pedalai, tu pedalasti, egli pedalò.
E loro?
Loro chi? Scusa, non ti sento, è schizzato un acqua-scooter sopra la mia testa. Non era un acqua-scooter?

mdn

Pubblicato anche su smemoranda.it