OGGETTO/SOGGETTO 10
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LIBRI MAI MAI VISTI Ci sono libri che raccontano solo il loro essere forme, involucri, superfici, volumi (nel senso geometrico), materiali. Quando è così, diventano "libri mai mai visti". Il doppio "mai" vuole sottolineare la loro natura diversa che li rende davvero libri non più comuni, per come li pensiamo normalmente. I "Libri mai mai visti" nascono da un concorso organizzato - questa è l'ottava edizione - dall'associazione VACA (acronimo di VAri Cervelli Associati), dal Comune di Russi (Ravenna) e dal Museo dell'illustrazione di Ferrara. E' un concorso aperto a tutti (dai 16 anni in su) al quale partecipare con un manufatto che in qualche modo abbia a che fare con il libro.
Questi libri fuori formato e misura (si va dal libro da polso a quello alto tre metri) sono realizzati in legno, metallo, cuoio, plastica, vetro, ceramica, stoffa, carta (anche la carta, certo). Una condizione da rispettare, per chi partecipa, è che questi libri dovranno anche essere "toccati" dal pubblico, per fargli scoprire sia la "natura" dei materiali (i libri cosiddetti tradizionali c'è chi li annusa per il piacere dell'inchiostro, della carta) sia le possibili trasformazioni dei libri/oggetto stessi. Il risultato è un misto di objects surreali e dadaisti. E' facile pensare, ad esempio, al ferro da stiro con i chiodi di Man Ray o alla tazzina con pelliccia di Meret Oppenheim. Fatte salve le differenti ragioni e intenzioni. In comune, i libri mai mai visti e gli objects hanno un "trasferimento" (come risultato formale) da un oggetto ad un altro, una metamorfosi che ci procura meraviglia. Nessuno ha la sensazione, ammirando questi innesti di forme, di trovarsi davanti a delle diversità che sconcertano. La creatività sublima le differenze. Di oggetti delle meraviglie abbiamo bisogno per incantarci, che poi sarebbe una sorta di sospensione della realtà. E solo trasformandola, la realtà (le realtà), possiamo riprendere possesso di un senso. Forse. Ecco allora che i libri mai mai visti si fanno vedere, vogliono mostrarsi, con la meraviglia di una trasformazione, senza ragionare sul'uso più comune del libro: essere letto. In questa operazione impossibile il libro mai mai visto non si fa leggere (con le regole tradizionali), però si fa raccontare, qualcosa ci racconta sempre. Che storie si narrano in un libro/uovo, in un libro/colibrì, in un libro in gabbia, in un libro mai mai visto? L'incipt glielo dà l'autore, con un titolo, con la scelta dei materiali, con la "messa in scena" del prodotto, poi sta alla nostra immedesimazione continuare la storia.
Tornando ad una storia più generale (sociale?), ci si accorge che di oggetti "rivisitati" ce ne sono parecchi in giro, specialmente nelle nostre case. Tazzine con le gambe, penne a forma di ramo, cagnolini temperamatite, tagliacarte a becco di tucano, posacenere a zoccolo olandese. Meticciato domestico. Dovremmo quindi essere abituati alla diversità, alla mescolanza. Ancora non è così. Dato riposo eterno ad uno spettro che s'aggirava per l'Europa, ecco farsi avanti fantasmi di vecchia data, e d'altro stile: intolleranza, razzismo, paura dell'altro, timore del diverso, fondamentalismi d'ovest e d'oriente. Purtroppo non sono cose mai mai viste. Molto meglio allora un libro strambo, che sta sì in gabbia, ma siccome libro deriva da "liber" viene fuori spontaneo e bello il titolo "liberiamolo".

MDN

Liberalo
Alda Falloni
(Trento)


I sensi
Lamberto Caravita
(Massa Lombarda - RA)


Laudates creaturem
Mirko Gabellone
(Aradeo LE)

Buccherolibro
Vittorio Fava
(Rieti)
I libri mai mai visti meno male che si fanno vedere. Oltre alla mostra annuale (a Russi), nell'aprile 2000 una selezione delle migliori opere delle prime cinque edizioni del concorso (nato nel '95) è stata voluta ed esposta alla Casa Italiana Zerilli-Marimò della New York University a New York; in occasione del Salon du livre parigino di quest'anno, i "migliori" delle prime sette edizioni sono stati voluti ed esposti all'Istituto Italiano di Cultura a Parigi. Sono ora in progetto altre importanti mostre itineranti in prestigiose sedi italiane ed estere. Le opere, dopo l'annuale mostra, vengono restituite agli autori che successivamente decidono se prestarle o meno per altre occasioni.

Ombelico della città
Pilar Dominguez
(Milano)



Il cuscino di Agnese
Elisa Sangiorgi e Serena Cavallari
(Casola Valsenio - RA)


Nada
Vilma Piparo
(Argentina)


Molly the multifaces
Dolly-boock

Anna Visani
(Faenza - RA)


Librovo
Mario Mazzotti
(Bagnacavallo - RA)


Coli-brì
Massimo Voghere
(Torino)


Dosso contro dorso
Elise Kloppers
(Olanda)

Ringraziamo Gianni Zauli, dell'associazione VACA, che ci ha fornito le foto di alcuni lavori.

Per informazioni:
Vaca Vari Cervelli Associati, via XXV Aprile, 18 48026 Russi (RA) tel. 0544 580329
www.vaca.it vaca@vaca.it

 

 

 

 

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