OGGETTO/SOGGETTO 13
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Riccardo Giacconi

Jim & Kurt
Questo articolo sulle calligrafie di Jim Morrison e Kurt Cobain è il risultato di una conversazione che ho fatto con la grafologa di famiglia (mia madre). Si fa un confronto tra le due personalità in diversi aspetti, per poi immaginare come sarebbe un loro ipotetico incontro. Le scritture da cui partiamo sono queste: per quanto riguarda Jim Morrison, una pagina scritta a mano contenente una sua poesia; per quanto riguarda Kurt Cobain, la celeberrima lettera del suicidio, l’ultima cosa che egli abbia scritto.
Mi interessava fare questa cosa perché Jim e Kurt, oltre ad essere due personaggi che ammiro, sono stati dei simboli e delle figure emblematiche di due diverse generazioni. Quindi un confronto tra loro potrebbe essere inteso anche come un confronto fra due differenti complessi di ideali, fra due differenti modi di vivere, fra due differenti epoche. Fate voi
.

Ciascun giorno è farsi un giro nella storia – Jim Morrison
Nato nel 1943 a Melbourne, Florida, cantante e autore rock statunitense. Nel 1966 formò il gruppo dei Doors con Ray Manzarek, John Densmore e Robbie Krieger. Scrisse anche due libri di poesie. Jim Morrison morì a Parigi per un'overdose di eroina nel 1971; la sua tomba, presso il cimitero parigino di Père-Lachaise, è ancora oggi visitata quotidianamente, da moltissimi giovani

Meglio bruciare subito che spegnersi lentamente - Kurt Cobain
Nato nel 1967 a Hoquaim, Washington, cantante e autore rock statunitense. Nel 1986 formò il gruppo dei Nirvana con Krist Novoselic e Dave Grohl. Kurt Cobain morì suicida nel 1994 nella sua casa a Seattle dopo essersi sparato in bocca. Aveva già provato a suicidarsi in Italia poco tempo prima.

Personalità
Jim e Kurt sono due personalità molto diverse, per non dire opposte.
Jim è una personalità tendenzialmente ottimista, portato ad un contatto immediato con la realtà e con gli altri: estroverso, fiducioso e ingenuo, intraprendente e coraggioso. Gli piace apparire e esibirsi: per certi aspetti narcisistico. Ha fiducia nella sua energia ma ha preso delle fregature che lo hanno portato a avere delle paure, crearsi delle difese e a avere bisogno di supporti esterni (alcol, droga, persone). Comunicativo e trasparente,
Jim è alla ricerca di un ordine (sia interno che esterno) che non trova: aspira a una perfezione metafisica mentale e sentimentale: questa perfezione la cerca nei rapporti con gli altri, ma troppo spesso non la trova. Questo lo rende insoddisfatto del suo modo di essere: essendo scontento, sperimenta di tutto. Cerca sensazioni e emozioni forti e sfida la realtà fino al suo limite che spesso non riesce a percepire, e per questo sembra spesso superficiale e bambinesco. La sua morte infatti esprime appieno la mancanza di consapevolezza dei suoi limiti.
Kurt è invece tendenzialmente pessimista e essenzialmente intimista: concentrato sul suo malessere, si interroga e si analizza. E’ più timido e molto più introverso rispetto a Jim. Potrebbe risultare un po’ snob per questa sua diffidenza innata: si sente diverso dagli altri, e se per certi versi vorrebbe integrarsi con loro, per altri arriva a considerarsi superiore ad essi. Le emozioni lui non riesce a filtrarle, ma ne viene travolto e soffre anche per le piccole cose.
E’ strutturalmente fragile, e logorato dalla vita. Non si tratta di una sofferenza esplicita, ma di un sottile dolore di vivere che lo lacera piano piano e gli consuma tutta l’energia necessaria per risollevarsi, fino ad condurlo alla sua tragica fine. Le angosce della vita non lo hanno corazzato, ma consumato. Qualcuno potrebbe chiedersi: “Ma che gli mancava a questo?”. Beh, Kurt era una persona singolare: il suo dolore era qualcosa di innato, causato dalla sua sensibilità esasperata. E, paradossalmente, il tipo di vita (che noi consideriamo privilegiata) che è arrivato a condurre lo ha sottoposto a tante e tali sollecitazioni (emotive e esistenziali), che questo presunto privilegio si è trasformato per lui fonte di disagio e di dolore, e ha accentuato in maniera decisiva la sua fragilità innata. E’ una persona troppo sensibile, soffocata dal suo tempo e sopraffatta dalla vita: è tanta la sofferenza di vivere che emerge la volontà di sparire: il suicidio è l’estremo limite di questo.
Jim cerca la sua perfezione metafisica nella concretezza, ci crede nella realtà, mentre Kurt si rifugia nel suo mondo delle idee, necessariamente meno pesante di quello reale.
Droga
Il rapporto stretto con la droga che i due hanno condotto potrebbe essere stato indotto da due motivazioni diverse.
Jim si droga per la sua inclinazione innata a cercare nuove esperienze, coadiuvata dal fatto che egli non riconosce i propri limiti.
Kurt invece si droga per offuscare la sua mente da quelle angosce che la vita gli riserva.
Il rapporto con gli altri
Per Jim il bisogno spasmodico di contatti è quasi una debolezza: cerca una profondità assoluta di rapporto ma spesso non la trova. Per questo non è appagato e per questo soffre: non si sente capito, soprattutto dalle persone a cui tiene. Eppure il suo bisogno di contatti lo spinge anche a calamitare persone più sempliciotte di lui, proprio per il suo apparire più banale di quello che sia in realtà. Cerca il contatto in maniera esasperata.
Kurt, sentendosi diverso dagli altri, non ha questo bisogno spasmodico dell’altro: riesce ad essere in contatto con l’altro solo dopo che si è amato: il suo dramma è stato il non riuscire ad amarsi al punto di poter amare un’altra persona. La sua ricerca di rapporto è ostacolata dal suo ritrarsi, perché non riesce a trovare una sintonia e una profondità.
I due trovano lo stesso problema, pur partendo da direzioni opposte.
Atteggiamento verso il partner
Jim il partner lo inserisce in quella ricerca di ordine e di perfezione che non riesce a concludere. Ha un atteggiamento passionale, cerca di guidare il gioco, è più attento alle sue emozioni che a quelle del partner. Ma da un’altra parte cerca una persona capace di rassicurarlo, quasi una madre. Questa discordanza disorienta il partner, ma comunque stargli vicino è un’esperienza intensissima, proprio per la sua carica vitale e la per la sua continua ricerca di emozioni. È difficile per il partner non avere bisogno di lui e dimenticarlo.
Per Kurt il rapporto deve essere basato su una sintonia di sentimento, intellettiva: solo se c’è questa base esso può essere appagante. A differenza di Jim, è molto attento alle esigenze del partner e vive il rapporto con ansia e inquietudine. Stargli vicino è un’esperienza difficile per il suo alternare benessere, malessere e chiusure in se stesso; tuttavia è una persona che comunque lascia un segno. Rapporto sofferto ma molto profondo.
Cosa significa per loro la musica
Per Jim è un rapporto fondamentale. Egli ha bisogno di esternare il suo modo di essere e la musica è un mezzo, non si pone limiti anche in questo campo, la sua deve essere una musica a tinte forti. Il bisogno è quello di esibirsi, di comunicare, anche qui di avere un interlocutore. Gli piace essere al centro dell’attenzione e calamita il pubblico con il suo estro ipnotico. Ipnotico come la musica dei Doors.
Per Kurt la musica è un rifugio: in essa cerca e trova emozioni appaganti e congeniali a lui. A differenza di Jim, gli piace suonare anche da solo, in quanto si assenta, entra in quel mondo ideale di cui ha bisogno. Nella musica scarica tensioni, emozioni, energia vitale. Solo qui riesce a sfogarsi, a sciogliere i nodi di tensione che accumula, il malessere, e lo fa tutto insieme, in maniera irruente. Irruente come la musica dei Nirvana.
Rapporto con la fama
Jim la cerca, gli fa piacere, lo rende fiero. Ma poi si rende conto della sua vacuità, neanche essa sa dargli la serenità che egli cerca.
Kurt invece non è assolutamente appagato dalla fama, anzi la accetta suo malgrado, non capisce come faccia a essere amato, gli crea tensione essere un modello, e tutto questo esaspera la sua fragile indole.
A proposito della felicità
Jim riesce ad avere un rapporto concreto con la vita che lo rende più disponibile alle esperienze: non trova la felicità pura (pur con appagamenti momentanei), ma almeno la cerca.
Kurt rivolge la ricerca al suo interno: non trova l’armonia con se stesso, ma se la trovasse sarebbe un punto di partenza per affrontare la vita e cercare la tanto sospirata felicità. Per ora la realtà è solo sofferenza.
Da tutte e due le parti c’è comunque un’insoddisfazione di fondo.
Atteggiamento verso la vita
Jim ci si butta a capofitto cercando tutto quello che gli può dare , anche concretamente, ma non ne rimane soddisfatto. Kurt invece quasi rifugge da essa perché la vede solo come fonte di sofferenza.
Come apparirebbero se li incontrassimo
Persone affascinanti, con carisma, che trasmettono emozioni, per niente banali. Jim apparirebbe immediato e caloroso, con una comunicativa colorata e passionale. Kurt sarebbe introverso, timido, la sua comunicativa delicata, smussata e riservata.
Se si fossero incontrati tra loro
Finalmente siamo arrivati al paragrafo sul loro ipotetico incontro, che abbiamo ipotizzato io e la grafologa di famiglia.
Purtroppo però questo incontro non sarebbe andato particolarmente bene. Non si sarebbero attratti: Jim cerca subito il contatto ma Kurt non riesce a entrare in sintonia con lui: quest’ultimo non ha la pazienza né la voglia di capire l’essenza e la profondità di Jim, che invece intuisce che potrebbe nascere un intesa profonda. Kurt non ce la fa a mettersi nelle condizioni di capire se si trova o meno di fronte a una persona con la sua lunghezza d’onda.
Il modo di fare di Jim lo infastidisce alquanto: l’impulsività, l’eclatanza dei suoi gesti, il suo bisogno di apparire e di mettersi in relazione non gli piacciono e Kurt non si apre.
D’altra parte Jim non ha la pazienza di “scoprire” Kurt, avendo bisogno di continue scosse e sensazioni, e se ne va via non trovando terreno per creare un rapporto costruttivo.
Quello che li penalizza è infatti questo primo approccio, il bisogno immediato di Jim e l’iniziale diffidenza di Kurt. È un peccato, perché tolto il primo momento Kurt afferrerebbe la profondità che Jim non trasmette immediatamente, e viceversa Jim troverebbe in Kurt quella profondità che non riesce a trovare nella maggior parte degli altri: pur restando nella loro diversità quindi arriverebbero ad apprezzarsi l’un l’altro.

Conclusioni
Possiamo sintetizzare quello che abbiamo rilevato dalle due grafie così: Jim e Kurt sono due personalità complesse, multisfaccettate, sofferenti per versi diversi; Kurt non riesce a sostenere il male di vivere, Jim ne viene travolto suo malgrado. Anche la grafologa di famiglia dice che le sarebbe piaciuto conoscerli tutti e due, però al di fuori del loro “ruolo”; con più premura nei confronti di Kurt e con più curiosità nei confronti di Jim.
E anche io sono stato contento di scoprire un po’ Jim e Kurt al loro interno, e come conclusione di questo “viaggio” mi piace immaginarli mentre camminano insieme verso l’orizzonte: Jim chiacchierone che parla di qualcosa girato verso Kurt, e Kurt brontolone che ascolta Jim guardando per terra.

Post conclusioni
Indicazioni per l'uso di un grafologo
Uno dei vantaggi nell’avere una grafologa in famiglia è che le puoi propinarle tutte le grafie che ti capitano a tiro. Prima di dare un qualsiasi parere su una scrittura, la grafologa di famiglia deve essere “presa per sfinimento”. In altre parole, dovete ripetere quel complesso elenco di regole che potrei chiamare “istruzioni per l’uso di un grafologo”.
1: Se non insistete più di tanto, il grafologo vi liquiderà semplicemente dicendovi che per fare un’analisi seria ci vuole del tempo, che deve pensarci e lavorarci su.
2: Se però insistete un altro po’, allora il grafologo inizierà a dirvi cose del genere “A me queste cose non piacciono: non posso dare giudizi così affrettati, lo sai che per fare un’analisi seria ci vorrebbero diversi giorni?! E ricordati che comunque quello del grafologo è un parere che deve essere inserito in un contesto adatto, integrato con altri dati etc. etc.” .
3: E’ a questo punto allora che dovete dare l’ultimo colpo, supplicando il grafologo di dirvi almeno qualcosa, di fare un piccolo strappo alla sua deontologia professionale.
È a questo punto allora che il grafologo dovrebbe cedere: inizierà col dirvi qualche piccola cosa solo per non deludervi, ma una volta coinvolto, il grafologo non si ferma: è fatta! Mettetevi comodi che vi dirà un sacco di cose interessanti sulla persona di cui gli avete presentato la grafia.

(Con la partecipazione della grafologa Danila Domizi)