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Personalità
Jim e Kurt sono due personalità molto diverse, per non dire opposte.
Jim è una personalità tendenzialmente ottimista, portato
ad un contatto immediato con la realtà e con gli altri: estroverso,
fiducioso e ingenuo, intraprendente e coraggioso. Gli piace apparire e
esibirsi: per certi aspetti narcisistico. Ha fiducia nella sua energia
ma ha preso delle fregature che lo hanno portato a avere delle paure,
crearsi delle difese e a avere bisogno di supporti esterni (alcol, droga,
persone). Comunicativo e trasparente,
Jim è alla ricerca di un ordine (sia interno che esterno) che non
trova: aspira a una perfezione metafisica mentale e sentimentale: questa
perfezione la cerca nei rapporti con gli altri, ma troppo spesso non la
trova. Questo lo rende insoddisfatto del suo modo di essere: essendo scontento,
sperimenta di tutto. Cerca sensazioni e emozioni forti e sfida la realtà
fino al suo limite che spesso non riesce a percepire, e per questo sembra
spesso superficiale e bambinesco. La sua morte infatti esprime appieno
la mancanza di consapevolezza dei suoi limiti.
Kurt è invece tendenzialmente pessimista e essenzialmente intimista:
concentrato sul suo malessere, si interroga e si analizza. E più
timido e molto più introverso rispetto a Jim. Potrebbe risultare
un po snob per questa sua diffidenza innata: si sente diverso dagli
altri, e se per certi versi vorrebbe integrarsi con loro, per altri arriva
a considerarsi superiore ad essi. Le emozioni lui non riesce a filtrarle,
ma ne viene travolto e soffre anche per le piccole cose.
E strutturalmente fragile, e logorato dalla vita. Non si tratta
di una sofferenza esplicita, ma di un sottile dolore di vivere che lo
lacera piano piano e gli consuma tutta lenergia necessaria per risollevarsi,
fino ad condurlo alla sua tragica fine. Le angosce della vita non lo hanno
corazzato, ma consumato. Qualcuno potrebbe chiedersi: Ma che gli
mancava a questo?. Beh, Kurt era una persona singolare: il suo dolore
era qualcosa di innato, causato dalla sua sensibilità esasperata.
E, paradossalmente, il tipo di vita (che noi consideriamo privilegiata)
che è arrivato a condurre lo ha sottoposto a tante e tali sollecitazioni
(emotive e esistenziali), che questo presunto privilegio si è trasformato
per lui fonte di disagio e di dolore, e ha accentuato in maniera decisiva
la sua fragilità innata. E una persona troppo sensibile,
soffocata dal suo tempo e sopraffatta dalla vita: è tanta la sofferenza
di vivere che emerge la volontà di sparire: il suicidio è
lestremo limite di questo.
Jim cerca la sua perfezione metafisica nella concretezza, ci crede nella
realtà, mentre Kurt si rifugia nel suo mondo delle idee, necessariamente
meno pesante di quello reale.
Droga
Il rapporto stretto con la droga che i due hanno condotto potrebbe essere
stato indotto da due motivazioni diverse.
Jim si droga per la sua inclinazione innata a cercare nuove esperienze,
coadiuvata dal fatto che egli non riconosce i propri limiti.
Kurt invece si droga per offuscare la sua mente da quelle angosce che
la vita gli riserva.
Il
rapporto con gli altri
Per Jim il bisogno spasmodico di contatti è quasi una debolezza:
cerca una profondità assoluta di rapporto ma spesso non la trova.
Per questo non è appagato e per questo soffre: non si sente capito,
soprattutto dalle persone a cui tiene. Eppure il suo bisogno di contatti
lo spinge anche a calamitare persone più sempliciotte di lui, proprio
per il suo apparire più banale di quello che sia in realtà.
Cerca il contatto in maniera esasperata.
Kurt, sentendosi diverso dagli altri, non ha questo bisogno spasmodico
dellaltro: riesce ad essere in contatto con laltro solo dopo
che si è amato: il suo dramma è stato il non riuscire ad
amarsi al punto di poter amare unaltra persona. La sua ricerca di
rapporto è ostacolata dal suo ritrarsi, perché non riesce
a trovare una sintonia e una profondità.
I due trovano lo stesso problema, pur partendo da direzioni opposte.
Atteggiamento
verso il partner
Jim il partner lo inserisce in quella ricerca di ordine e di perfezione
che non riesce a concludere. Ha un atteggiamento passionale, cerca di
guidare il gioco, è più attento alle sue emozioni che a
quelle del partner. Ma da unaltra parte cerca una persona capace
di rassicurarlo, quasi una madre. Questa discordanza disorienta il partner,
ma comunque stargli vicino è unesperienza intensissima, proprio
per la sua carica vitale e la per la sua continua ricerca di emozioni.
È difficile per il partner non avere bisogno di lui e dimenticarlo.
Per Kurt il rapporto deve essere basato su una sintonia di sentimento,
intellettiva: solo se cè questa base esso può essere
appagante. A differenza di Jim, è molto attento alle esigenze del
partner e vive il rapporto con ansia e inquietudine. Stargli vicino è
unesperienza difficile per il suo alternare benessere, malessere
e chiusure in se stesso; tuttavia è una persona che comunque lascia
un segno. Rapporto sofferto ma molto profondo.
Cosa
significa per loro la musica
Per Jim è un rapporto fondamentale. Egli ha bisogno di esternare
il suo modo di essere e la musica è un mezzo, non si pone limiti
anche in questo campo, la sua deve essere una musica a tinte forti. Il
bisogno è quello di esibirsi, di comunicare, anche qui di avere
un interlocutore. Gli piace essere al centro dellattenzione e calamita
il pubblico con il suo estro ipnotico. Ipnotico come la musica dei Doors.
Per Kurt la musica è un rifugio: in essa cerca e trova emozioni
appaganti e congeniali a lui. A differenza di Jim, gli piace suonare anche
da solo, in quanto si assenta, entra in quel mondo ideale di cui ha bisogno.
Nella musica scarica tensioni, emozioni, energia vitale. Solo qui riesce
a sfogarsi, a sciogliere i nodi di tensione che accumula, il malessere,
e lo fa tutto insieme, in maniera irruente. Irruente come la musica dei
Nirvana.
Rapporto
con la fama
Jim la cerca, gli fa piacere, lo rende fiero. Ma poi si rende conto della
sua vacuità, neanche essa sa dargli la serenità che egli
cerca.
Kurt invece non è assolutamente appagato dalla fama, anzi la accetta
suo malgrado, non capisce come faccia a essere amato, gli crea tensione
essere un modello, e tutto questo esaspera la sua fragile indole.
A
proposito della felicità
Jim riesce ad avere un rapporto concreto con la vita che lo rende più
disponibile alle esperienze: non trova la felicità pura (pur con
appagamenti momentanei), ma almeno la cerca.
Kurt rivolge la ricerca al suo interno: non trova larmonia con se
stesso, ma se la trovasse sarebbe un punto di partenza per affrontare
la vita e cercare la tanto sospirata felicità. Per ora la realtà
è solo sofferenza.
Da tutte e due le parti cè comunque uninsoddisfazione
di fondo.
Atteggiamento verso la vita
Jim ci si butta a capofitto cercando tutto quello che gli può dare
, anche concretamente, ma non ne rimane soddisfatto. Kurt invece quasi
rifugge da essa perché la vede solo come fonte di sofferenza.
Come apparirebbero se li incontrassimo
Persone affascinanti, con carisma, che trasmettono emozioni, per niente
banali. Jim apparirebbe immediato e caloroso, con una comunicativa colorata
e passionale. Kurt sarebbe introverso, timido, la sua comunicativa delicata,
smussata e riservata.
Se
si fossero incontrati tra loro
Finalmente siamo arrivati al paragrafo sul loro ipotetico incontro, che
abbiamo ipotizzato io e la grafologa di famiglia.
Purtroppo però questo incontro non sarebbe andato particolarmente
bene. Non si sarebbero attratti: Jim cerca subito il contatto ma Kurt
non riesce a entrare in sintonia con lui: questultimo non ha la
pazienza né la voglia di capire lessenza e la profondità
di Jim, che invece intuisce che potrebbe nascere un intesa profonda. Kurt
non ce la fa a mettersi nelle condizioni di capire se si trova o meno
di fronte a una persona con la sua lunghezza donda.
Il modo di fare di Jim lo infastidisce alquanto: limpulsività,
leclatanza dei suoi gesti, il suo bisogno di apparire e di mettersi
in relazione non gli piacciono e Kurt non si apre.
Daltra parte Jim non ha la pazienza di scoprire Kurt,
avendo bisogno di continue scosse e sensazioni, e se ne va via non trovando
terreno per creare un rapporto costruttivo.
Quello che li penalizza è infatti questo primo approccio, il bisogno
immediato di Jim e liniziale diffidenza di Kurt. È un peccato,
perché tolto il primo momento Kurt afferrerebbe la profondità
che Jim non trasmette immediatamente, e viceversa Jim troverebbe in Kurt
quella profondità che non riesce a trovare nella maggior parte
degli altri: pur restando nella loro diversità quindi arriverebbero
ad apprezzarsi lun laltro.
Conclusioni
Possiamo sintetizzare quello che abbiamo rilevato dalle due grafie così:
Jim e Kurt sono due personalità complesse, multisfaccettate, sofferenti
per versi diversi; Kurt non riesce a sostenere il male di vivere, Jim
ne viene travolto suo malgrado. Anche la grafologa di famiglia dice che
le sarebbe piaciuto conoscerli tutti e due, però al di fuori del
loro ruolo; con più premura nei confronti di Kurt e
con più curiosità nei confronti di Jim.
E anche io sono stato contento di scoprire un po Jim e Kurt al loro
interno, e come conclusione di questo viaggio mi piace immaginarli
mentre camminano insieme verso lorizzonte: Jim chiacchierone che
parla di qualcosa girato verso Kurt, e Kurt brontolone che ascolta Jim
guardando per terra.
Post
conclusioni
Indicazioni per l'uso di un grafologo
Uno dei vantaggi nellavere una grafologa in famiglia è che
le puoi propinarle tutte le grafie che ti capitano a tiro. Prima di dare
un qualsiasi parere su una scrittura, la grafologa di famiglia deve essere
presa per sfinimento. In altre parole, dovete ripetere quel
complesso elenco di regole che potrei chiamare istruzioni per luso
di un grafologo.
1: Se non insistete più di tanto, il grafologo vi liquiderà
semplicemente dicendovi che per fare unanalisi seria ci vuole del
tempo, che deve pensarci e lavorarci su.
2: Se però insistete un altro po, allora il grafologo inizierà
a dirvi cose del genere A me queste cose non piacciono: non posso
dare giudizi così affrettati, lo sai che per fare unanalisi
seria ci vorrebbero diversi giorni?! E ricordati che comunque quello del
grafologo è un parere che deve essere inserito in un contesto adatto,
integrato con altri dati etc. etc. .
3: E a questo punto allora che dovete dare lultimo colpo,
supplicando il grafologo di dirvi almeno qualcosa, di fare un piccolo
strappo alla sua deontologia professionale.
È a questo punto allora che il grafologo dovrebbe cedere: inizierà
col dirvi qualche piccola cosa solo per non deludervi, ma una volta coinvolto,
il grafologo non si ferma: è fatta! Mettetevi comodi che vi dirà
un sacco di cose interessanti sulla persona di cui gli avete presentato
la grafia.
(Con la partecipazione della grafologa Danila Domizi)
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