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L'icona
perfetta THE DARK SIDE OF THE MOON
Emanuele
Mandelli
Un raggio di luce dal profondo buio si insinua, colpisce un prisma di
vetro e si scompone nei colori dellarcobaleno dando vita a mille
riflessi. Un principio fisico, un effetto ottico, un'idea geniale.
Marzo 1973, nove mesi di sala di registrazione, una partitura complessa
fino allinverosimile con mille sfaccettature sonore, oltre sei mesi
di test gig, ovvero esibizioni in cui veniva eseguita la partitura per
intero, per risolvere ogni problema e per testare le reazioni del pubblico
(basti pensare che venne eseguita per la prima volta al Rainbow di Londra
nel giugno del 1972).
Quando la EMI decise di presentare il disco in grande stile al Planetarium
di Londra, nel febbraio del 1973, al posto dei quattro autori cerano
delle figure di cartone a grandezza naturale che da dietro una scrivania
salutavano i giornalisti. "Noi avremmo voluto molto semplicemente
presentare in maniera degna il missaggio quadrifonico dellalbum,
una tecnica che aveva dato risultati davvero sorprendenti, ma alla EMI
insistettero peruna conferenza stampa classica
Rispondemmo ci
sembra proprio una cattiva idea e non vi partecipammo"
Il disco raggiunse velocemente la vetta delle classifiche sia in Inghilterra
che negli Stati uniti, e in classifica vi rimase per più di otto
anni ininterrottamente vendendo milioni di copie.
The dark side of the moon
Quarantadue minuti di musica perfetta. Un concept basato sugli stress
delluomo moderno e sulle sue paure. I Floyd arrivavano dal mezzo
passo falso di Oscured by clouds, colonna sonora del film La Valee
che lasciò decisamente perplessi pubblico e critica. I tempi della
psichedelia e di Syd Barret erano lontanissimi. Lontani anche i tempi
di Atom heart mother e Meddle e delle suite sperimentali che tenevano
tutto un lato di LP.
Dark side è la maturità piena, ma anche laccessibilità
al grande pubblico.
Mitica copertina nera, un'icona perfetta dellincomunicabilità,
un'immagine che ti si stampa nella memoria. Ma che racchiude anche mille
curiosità.
La storia narra che l'idea di utilizzare un prisma sulla copertina del
LP venne durante una serie di discussioni tra i componenti della band.
Waters, già provato dallo stress da rock star, voleva qualcosa
sulla pressione della vita moderna, la pazzia dell'ambizione... e il triangolo
è anche il simbolo dell'ambizione. Wright voleva qualcosa di più
disegnato, qualcosa, come diceva lui, di più stilizzato che in
passato. La parte delle luci dello show dei Floyd era il pezzo forte dell'esibizione
e il prisma sembrò una buona via per mostrare tutto questo, ed
essere nello stesso tempo più "grafico" possibile. Riguardo
alle piramidi: "Una larga rappresentazione del triangolo è
la piramide ...forse potrebbe essere stato una sorta di testamento della
pazzia".
Ed ecco che, da una conversazione nella cucina di Wright, il tastierista
butta li lidea del prisma su sfondo nero. E nata una delle
icone del rock, un'icona ambita, copiata, collezionata, storpiata.
Partiamo da una curiosità tutta italiana, il mistero delle date
sui vinili. In quella parte di vinile, alla fine dei solchi, dove solitamente
viene impresso a fuoco il codice del disco, gli LP italiani dei Floyd
riportano una data, a volte diversa da lato a lato, e un numero romano.
Alla EMI non sono mai riusciti a spiegarsi il perché di tale scelta;
la mia copia riporta sul lato A 12-9-73 II e sul lato B 11-9-73 II, e
quindi è una prima edizione del 73. Questo rende le edizioni
italiane inconfondibili e abbastanza ricercate.
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Le
stampe più belle e particolari sono quelle coreane con copertina
monocromatica stampata su cartone pesante, vinile grezzo e stampato
male. Le copie dell'LP con monocromo verde o violetto sono bellissime.
Esiste anche un'edizione in bianco e nero con foto del gruppo sulla
copertina. Le edizioni giapponesi, invece, si contraddistinguono per
le OBI, strisce di cartone colorato o bianco, messe sopra le copertine
degli album per far si che il consumatore (giapponese) possa avere
tutte le informazioni sul prodotto-disco. Le foto dei Floyd tratte
dalle OBI sono una rarità, prese sempre nei tour promozionali
del gruppo nella terra del sol-levante. Edizioni ricercatissime sono
quelle dellUHQR e i dischi della M.F.S.L. americana; sono LP
detti Super Halfspeed Master, a tiratura limitata ( soltanto 5.000
copie numerate) o O.M.R. (Original Master Recording) stampati nel
maggio del 1981 su un nuovo tipo di vinile ad alta qualità.
Ricercata è anche ledizione svizzera della Silva. La
prima edizione promozionale argentina aveva un adesivo con la scritta
"El lado oscuro della lune Pink Floyd", e un adesivo tondo
con la scritta "Convivencia sagrada" sottoetichetta della
Harvest. Ledizione australiana stampata in occasione del tour
del 1988 è in vinile rosa e sulla copertina ha un adesivo che
lo segnala.
La prima edizione dellAmiga, uscita nella Germania dell'Est,
sul retro riporta la storia dei Floyd, il prisma è rovesciato
e lo sfondo è bianco. Un'edizione giapponese della Toshiba
record ha in copertina una foto live dei Floyd presa in Giappone.
Un'edizione per la Germania e lOlanda è in vinile bianco.
La prima edizione russa ha il prisma che tiene quasi tutta la copertina.
Un'edizione spagnola in picture disc, a tiratura limitata, mostra
il prisma bianco con i raggi sul davanti, le piramidi sul retro, insieme
ai titoli dei brani e alle informazioni del disco.
Un'edizione a tiratura limitata americana è in picture disc,
realizzata su una speciale copertina non apribile, con apertura al
centro per mostrare il picture disc, stampato nel 1978: mostra l'elettrocardiogramma
su un lato e il prisma che rifrange i raggi di luce sull'altro lato.
Per l'articolo integrale: Granba |
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