O G G E T T O S O G G E T T O 05 S'E [in copertina

Le copertine dei dischi 33 giri erano grafica e contenitore insieme. Oggi, con i cd, la copertina è un foglietto e il contenitore sta dall'altra parte, quasi a girar pagina. Va bene lo stesso. Anzi, c'è più praticità, e meno ingombro. A volte, il foglietto ha lo spessore di un libricino. Le copertine dei 33 giri (o long playing) erano di cartone e finivano inevitabilmente sbucciate negli angoli, imbiancate sui bordi e quasi subito si scollavano. E con le impronte delle dita ovunque, indelebili in zona inchiostro nero. Immagine grafica davanti, titoli e qualche riga di testo sul retro. Il gesto, se ripetuto, per vedere ora l'immagine ora i titoli delle canzoni, finiva per farla assomigliare, la copertina, ad uno scomodo ventaglio. I raffinati del fruscio da puntina ripetono ancora antiche mosse: prendere il disco (che equivale all'insieme) dalla risma dei dischi, divaricare con il pollice e l'indice l'apertura della copertina, ma di poco, giusto lo spazio necessario per sfilare, sempre con il pollice e l'indice, il disco custodito nella seconda copertina di protezione (a volte bianca, altre volte con delle immagini o i testi, a volte di carta, altre volte di una sorta di plastica sfrigolante), sempre troppo precisa, inserita con l'uscita del disco all'interno (per ovvie ragioni). La copertina di un 33 è di poco inferiore ai suoi giri; è un quadrato di 31 centimetri di lato.
La copertina di The dark side of the moon è interessante per un bel po' di "motivi". E' ancora un'immagine straordinariamente moderna, pur se "incute" momentacci del passato (per una certa generazione. Anche se, per dirla con Flaiano: "La nostalgia non è più come quella di una volta").
Emanuele Mandelli ha scritto un lungo e interessante pezzo sul disco dei Pink Floyd; Segnal'etica ha preso la parte riguardante la copertina. Il lato oscuro della luna a noi non è dato vederlo. Per lo meno dai nostri marciapiedi terrestri. Il lato oscuro della luna è, probabile, il lato oscuro che sta in noi, da qualche parte, e che non riusciamo ad illuminare.
L'ideale sarebbe metter su il disco (o inserirlo) e leggere ascoltando.
" Respira nell'aria. Non aver paura di doverti preoccupare. Parti, ma non lasciarmi… Corri, coniglio, corri. Scava nel buio, dimentica il sole…".
MDN / Segnal'etica

L'icona perfetta THE DARK SIDE OF THE MOON

Emanuele Mandelli

Un raggio di luce dal profondo buio si insinua, colpisce un prisma di vetro e si scompone nei colori dell’arcobaleno dando vita a mille riflessi. Un principio fisico, un effetto ottico, un'idea geniale.
Marzo 1973, nove mesi di sala di registrazione, una partitura complessa fino all’inverosimile con mille sfaccettature sonore, oltre sei mesi di test gig, ovvero esibizioni in cui veniva eseguita la partitura per intero, per risolvere ogni problema e per testare le reazioni del pubblico (basti pensare che venne eseguita per la prima volta al Rainbow di Londra nel giugno del 1972).
Quando la EMI decise di presentare il disco in grande stile al Planetarium di Londra, nel febbraio del 1973, al posto dei quattro autori c’erano delle figure di cartone a grandezza naturale che da dietro una scrivania salutavano i giornalisti. "Noi avremmo voluto molto semplicemente presentare in maniera degna il missaggio quadrifonico dell’album, una tecnica che aveva dato risultati davvero sorprendenti, ma alla EMI insistettero peruna conferenza stampa classica… Rispondemmo ‘ci sembra proprio una cattiva idea’ e non vi partecipammo"
Il disco raggiunse velocemente la vetta delle classifiche sia in Inghilterra che negli Stati uniti, e in classifica vi rimase per più di otto anni ininterrottamente vendendo milioni di copie.
The dark side of the moon
Quarantadue minuti di musica perfetta. Un concept basato sugli stress dell’uomo moderno e sulle sue paure. I Floyd arrivavano dal mezzo passo falso di Oscured by clouds, colonna sonora del film ‘La Valee’ che lasciò decisamente perplessi pubblico e critica. I tempi della psichedelia e di Syd Barret erano lontanissimi. Lontani anche i tempi di Atom heart mother e Meddle e delle suite sperimentali che tenevano tutto un lato di LP.
Dark side è la maturità piena, ma anche l’accessibilità al grande pubblico.
Mitica copertina nera, un'icona perfetta dell’incomunicabilità, un'immagine che ti si stampa nella memoria. Ma che racchiude anche mille curiosità.
La storia narra che l'idea di utilizzare un prisma sulla copertina del LP venne durante una serie di discussioni tra i componenti della band. Waters, già provato dallo stress da rock star, voleva qualcosa sulla pressione della vita moderna, la pazzia dell'ambizione... e il triangolo è anche il simbolo dell'ambizione. Wright voleva qualcosa di più disegnato, qualcosa, come diceva lui, di più stilizzato che in passato. La parte delle luci dello show dei Floyd era il pezzo forte dell'esibizione e il prisma sembrò una buona via per mostrare tutto questo, ed essere nello stesso tempo più "grafico" possibile. Riguardo alle piramidi: "Una larga rappresentazione del triangolo è la piramide ...forse potrebbe essere stato una sorta di testamento della pazzia".
Ed ecco che, da una conversazione nella cucina di Wright, il tastierista butta li l’idea del prisma su sfondo nero. E’ nata una delle icone del rock, un'icona ambita, copiata, collezionata, storpiata.
Partiamo da una curiosità tutta italiana, il mistero delle date sui vinili. In quella parte di vinile, alla fine dei solchi, dove solitamente viene impresso a fuoco il codice del disco, gli LP italiani dei Floyd riportano una data, a volte diversa da lato a lato, e un numero romano. Alla EMI non sono mai riusciti a spiegarsi il perché di tale scelta; la mia copia riporta sul lato A 12-9-73 II e sul lato B 11-9-73 II, e quindi è una prima edizione del ’73. Questo rende le edizioni italiane inconfondibili e abbastanza ricercate.

Le stampe più belle e particolari sono quelle coreane con copertina monocromatica stampata su cartone pesante, vinile grezzo e stampato male. Le copie dell'LP con monocromo verde o violetto sono bellissime. Esiste anche un'edizione in bianco e nero con foto del gruppo sulla copertina. Le edizioni giapponesi, invece, si contraddistinguono per le OBI, strisce di cartone colorato o bianco, messe sopra le copertine degli album per far si che il consumatore (giapponese) possa avere tutte le informazioni sul prodotto-disco. Le foto dei Floyd tratte dalle OBI sono una rarità, prese sempre nei tour promozionali del gruppo nella terra del sol-levante. Edizioni ricercatissime sono quelle dell’UHQR e i dischi della M.F.S.L. americana; sono LP detti Super Halfspeed Master, a tiratura limitata ( soltanto 5.000 copie numerate) o O.M.R. (Original Master Recording) stampati nel maggio del 1981 su un nuovo tipo di vinile ad alta qualità. Ricercata è anche l’edizione svizzera della Silva. La prima edizione promozionale argentina aveva un adesivo con la scritta "El lado oscuro della lune Pink Floyd", e un adesivo tondo con la scritta "Convivencia sagrada" sottoetichetta della Harvest. L’edizione australiana stampata in occasione del tour del 1988 è in vinile rosa e sulla copertina ha un adesivo che lo segnala.
La prima edizione dell’Amiga, uscita nella Germania dell'Est, sul retro riporta la storia dei Floyd, il prisma è rovesciato e lo sfondo è bianco. Un'edizione giapponese della Toshiba record ha in copertina una foto live dei Floyd presa in Giappone. Un'edizione per la Germania e l’Olanda è in vinile bianco. La prima edizione russa ha il prisma che tiene quasi tutta la copertina. Un'edizione spagnola in picture disc, a tiratura limitata, mostra il prisma bianco con i raggi sul davanti, le piramidi sul retro, insieme ai titoli dei brani e alle informazioni del disco.
Un'edizione a tiratura limitata americana è in picture disc, realizzata su una speciale copertina non apribile, con apertura al centro per mostrare il picture disc, stampato nel 1978: mostra l'elettrocardiogramma su un lato e il prisma che rifrange i raggi di luce sull'altro lato.

Per l'articolo integrale: Granba