O G G E T T O S O G G E T T O 04

S'E [in copertina

 

A prima vista, questi occhiali mi fanno pensare ad alcuni object di ManRay (il ferro da stiro con i chiodi) e di Meret Oppenheim (la tazzina di caffè ricoperta di pelliccia).
"A prima vista", in riferimento ad un paio di occhiali, è quasi uno scherzo delle parole.
Spenti gli scandali del surrealismo e del dadaismo (stili rintracciabili in molte opere degli anni Settanta, più datate delle originali), a distanza di anni questi object strani, improbabili, mantengono una assurdità lacerante. Anche al di là della loro materia. I chiodi in fila sulla piastra di un ferro da stiro lo rendono inservibile ad un uso "comune", ma a guardarli graffiano il pensiero. La tazzina, il piattino e il cucchiaino di Meret Oppenheim hanno qualcosa di mostruoso, quasi fossero animaletti pelosi. La polvere, chissà, nel frattempo avrà assunto sembianze di zecche.
Questi occhiali fanno pensare anche agli ironici "oggetti introvabili" di Jaques Carelman.
A prima vista… Basta un attimo per ri-vedere la realtà. Quel filo spinato smorza il sarcasmo degli sperimentalismi artistici d'inizio e fine Novecento. Filo spinato. Al posto delle lenti. Davanti agli occhi, quasi a toccarli. Pungono? Penetrano nel nostro tranquillo sguardo? Quando non si riesce a vedere con obiettività e intelligenza una situazione metaforizziamo con "miopia". Qui non si tratta di una vista a basse diottrie, qui ci sono la segregazione, l'ostacolo, lo spazio chiuso del concentrazionismo. Lager contemporanei (ma i lager sono sempre contemporanei). Il conflitto tra israeliani e palestinesi si "espone" anche in questo modo. Sarà utile per non stancarsi mai di "vedere" come va il mondo. E da che parte lo stiamo spingendo.

Gli occhiali creati dal designer Itamar Arari sono stati esposti alla scuola di Design di Tel Aviv, dove artisti e stilisti israeliani e palestinesi hanno cercato di dare nuovo significato alla frase "Vestiti per uccidere"

Foto di Havakuk Levison
Fonte: Reuters

Notizia pubblicata su virgilio.it
[Ringraziamo gli autori e le fonti]

 

GLI OCCHIALI DI ITAMAR ARARI

 

 

Man Ray
Cadeau [1921]
Meret Oppenheim
Fur covered cup, saucer and spoon [1936]
 
Jaques Carelman
Caffettiera per masochisti [1969]


«L’uomo, che qui viene svelato, non è rappresentato nella sua grandezza e genialità di artefice del mondo, ma nelle sue dis-abilità e goffaggini, nei suoi limiti di fronte alla difficoltà di controllare ciò che lo circonda.»

Cristina Pisanello
www. exibart.com