Visitare un biglietto


 

Cartoncino a stampa con nome, cognome, indirizzo ed eventuale titolo professionale. Ovvero: il biglietto da visita. Tempi addietro, non si capiva bene se si doveva chiamare "per" visita, al pari della macchina da o per scrivere. Superato il dilemma "da" o "per", adesso è il turno del "come".
Come è fatto il biglietto che servirà per farci visitare, farci venire a trovare, metterci in contatto di persona oppure con una e-mail o con una telefonata o scegliete voi. Il biglietto da visita ha lo svelamento dei nostri occhi quando sono considerati lo specchio dell'anima. Quasi a dire: fammi vedere che biglietto hai e ti dirò chi sei. E quel "sei" non è certo la professione scritta sul cartoncino (può anche non essere scritta), ma è un "te stesso" messo a nudo, spontaneo (anche se il grafico lo ha studiato a fondo quel modo di presentarci agli altri). Insomma, il biglietto da visita ha la sua bella responsabilità nel mostrare come siamo, pur nei limiti di una superficie di pochi centimetri.

Tra i tanti biglietti da visita creativi, fantasiosi, strambi, originali, professionali, divertenti, ironici e via bigliettando che ci sono in giro, a noi è piaciuto più di tutti il biglietto da visita di Gengåvan second hand . Una idea semplice, però di grande effetto. Tu prendi un biglietto da visita qualsiasi, di un altro, lo cancelli, e dietro scrivi a mano il tuo nome, quello che fai, l'indirizzo e tutto il resto. Biglietto riutilizzato. "Seconda mano", appunto. Niente male l'idea, e non costa nulla.
Per noi, il migliore.

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