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PERCHÈ MAIL ART

I MOTIVI DI UNA SCELTA
Abbiamo visto che ci sono molteplici motivi che spingono un artista ad entrare nel circuito. Uno in particolare, non va sottovalutato: la dimensione del gioco.
Crescendo, ci allontaniamo da ciò che è ludico, considerandolo spesso infantile, superficiale. Purtroppo, osserviamo poco i bambini mentre giocano per capire che giocando, interpretano il mondo, imparano a capirlo e si costruiscono delle regole. Non si dà gioco, senza regole.
Il gioco è fondamentale nella nostra vita per capire noi stessi e ciò che ci circonda, creare una valvola di sfogo per esorcizzare ciò che consideriamo negativo. Non è ciò che fa anche l’artista? Conosce il reale e lo reinterpreta, fornendone una nuova immagine che vi si sovrappone e diviene nuovo orientamento.
Ecco, la mail art è un grande gioco postale, tra uomini che possono usare linguaggi diversi, ma che hanno lo stesso scopo di comunicare. Con la capacità di recuperare dall’infanzia quel sentire cinestetico che crea rapporti estranei e fa vivere anche oggetti inanimati.
L’Immaginare il viaggio e viverlo con la posta, unitamente al messaggio spedito.

PERCHÈ MAIL ART

COMUNICAZIONE

Può sembrare un assurdo parlare di comunicazione nell’era che è stata definita dell’incomunicabilità. Crisi di coppia, crisi di sessi, crisi delle persone che sembrano aver perso la capacità del comunicare, del parlarsi l’un l’altra. Spesso si analizza la globalizzazione dell’informazione, descritta come necessità dell’epoca moderna e riferita soprattutto alla telematica e alla sua capacità di realizzarla.
Il circuito va oltre questo, realizza la comunicazione intesa come scambio di parole, di idee, di pensieri. Attraverso il nostro pianeta, realizza un’informazione globale, nel vero senso della parola. Utilizza la telematica come puro strumento e la supera.




PERCHÈ MAIL ART

IL FUTURO DELLA MAIL ART

Che cosa riservano gli anni a venire a questa forma d’arte? Quello che riservano a tutti, nuove tecnologie, nuovi supporti che faciliteranno il viaggio postale e la stessa emissione del messaggio.
Dopo più di 40 anni sarebbe assurdo parlare di fine, la mail art è troppo giovane ancora per questo. Ha resistito a molti cambiamenti ed ha ancora molta strada da fare, molti sentieri da percorrere. Finchè esisterà la necessità di un uomo di comunicare, quello sarà il luogo del circuito. E’ davvero un’arte sovversiva? Forse, per qualcuno. Più che altro, è un’arte d’avanguardia. E tale rimarrà, non impegnata sul piano pubblico, o politico che si voglia, ma impegnata sul fronte umano. E infatti vive della multietnicità tanto sbandierata in questi nostri tempi che si fatica ad accettare come una realtà di fatto. La mail art va al di là della razza, dell’etnia, del colore politico.
Si pensi alla Posta, al suo disservizio spesso lamentato dai cittadini. Perché un gruppo di artisti ha eletto il mezzo postale come veicolo? Forse il viaggio presente in ognuno di noi, una spinta ad andare pur rimanendo ben saldi nel terreno dove sono le proprie radici.
Noi spediamo la nostra arte, quello che siamo e vogliamo esprimere. La busta va, fino ad arrivare nelle mani di un postino ignaro del suo contenuto. Lui non sa di essere un tassello fondamentale di questo puzzle mondiale. Ignaro, guarda un francobollo straniero, incuriosito, lo deposita in una cassetta. Non sa, e forse non lo saprà mai, di quanto importante sia stato il suo trasporto. Quel filo di Arianna che continua a far viaggiare arte per il mondo.