| FOTOGRAFFIARE |
S'E
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Abbassa la tua rabbia. per favore |
Con chi ce l'avrà questo drappello di soldati incacchiati? Il soldato di spalle, con il cordone rosso attorno al braccio (sorta di budello raggrinzito), dovrebbe essere il sergente, quello che - non solo al cinema - ti ricorda che sei un fottuto bastardo brutto figlio di puttana. E siccome il sergente te lo ricorda più di una volta al giorno, beh, quando è sera hai voglia di sbottare, dirgliene quattro (moltiplicato per il numero dei componenti la truppa). E queste facce arrabbiate sembrano il gran coro alla sagra degli insulti. In traduzione simultanea ci vorrebbe una bella sfilza di bip censori (che però non ci piacciono). Queste urla rivolte al graduato cordonato hanno l'atavica rabbia dell'obbedienza forzata. Figlio di puta sarai tu, sergente minchione. Invece, in una favola che non ha morale (nulla è più immorale degli affari guerreschi), sappiamo che le parole sono altre. Già. Cosa urla la truppa? «Signorsì, signore!». L'aggressività laringea serve - dicono gli strateghi -, produce adrenalina, e quando sei caricato dentro ti è più facile caricare fuori, a colpi di cingolati e mitraglietta. Gettate la bomba, sterminateli tutti, ordinò il colonnello Kurtz, ai tempi di Apocalypse Now (ritornato sugli schermi con un nuovo doppiaggio e nuove scene). Tempi sempre moderni. «Signorsì, signore!» come lo dici, con l'inflessione di un bostoniano bene educato? Le atomiche furono sganciate senza urla, quelle, le urla dolorose e mortali, vennero poco dopo. C'è la ricorrenza, quest'anno, e non bisogna dimenticare. Ad ogni festa di compleanno i pre-potenti del mondo ripassano la battuta e biascicano un Mai più. Mai più nella vecchia maniera, oggi ci sono le bombe intelligenti, la guerra preventiva (bisogna pur sapere in anticipo quanto ci costa), le guerre giuste, i bombardieri della pace. Il presidente George ha accanto al nome la sigla W. Sarà l'iniziale di War? Eccoli qua, i ragazzi di una America che a volte ci è pure piaciuta, nei libri, nella musica, nel cinema, nei paesaggi. Adesso, ci vorrebbe un altro urlo: «Signornò, signore!».
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