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L’uomo è un uccello che non vola


Spettacolare, non c’è che dire, il volo di questi stormi. Body e land art insieme, da far invidia a molti installatori contemporanei. Sì, certo, è venuto alla mente quel “stormi d’uccelli neri come esuli pensieri” eccetera. Ma così, come un’eco scolastica d’altri tempi, senza implicazioni esistenziali. Stormi di questa “portata” se ne vedono raramente. E il raramente s’è fatto concreto lo scorso anno, nella città dove abito. Di uccelli ce n’erano tanti e tanti (non so di che genere ornitologico) che la gente alzava la testa per lunghi minuti verso un paio di nuvoloni punzecchiati di nero. Sguardi terrestri che ondeggiavano al ritmo ora lento ora improvviso e sghembo. Una meraviglia. I due stormi si alzavano sopra gli alberi che li avevano ospitati di notte; c’era qualche ritardatario e il volo era come se si stesse scaldando prima dell’andare, al pari di certi vecchi diesel. La sera tornavano. Uccelli pendolari. Davano spettacolo in altre città? Uccelli saltimbanchi. Scenografie rumorose, poiché gli uccelli cinguettavano in coro. Un fragore da registrare. Ad osservare quei loro voli d’attesa spuntava la domandina in simil quark. Chi decide la direzione, e il momento? Un capo, perché più sicuro degli altri, perché trasmette fiducia o un capo prepotente? Lo stesso potranno dire loro osservando noi in stormi d’automobili e camion. No, loro non lo dicono, non dicono “ma dove cavolo andate, con quel volo rasoterra, rigido, che se batti un’ala con l’altra ti fai male da morire?”. Tutt’al più si esprimo “scacazzando”. Di giorno, lungo il viale, strati di cacchette grigioperla riempivano le crepe dei marciapiedi. E’ tutta natura biodegradabile, basta fare attenzione a non scivolare. I due stormi sono rimasti cinque giorni. Probabile che nell’aria non vi fosse più traccia di moscerini. Quando sono spariti il silenzio sembrava un’ossimoro. Faceva piacere vederli, quei migranti. Migranti, già. Rubo una battuta a Enzo Biagi, che ha scritto, per sintetizzare le differenze italiote, che il membro maschile al sud si chiama pesce, mentre al nord si chiama uccello. Anche i pesci emigrano. Tra gli “uomini” (altra specie animale) ci sono quelli che “statevene a casa vostra”. Non lo dicono agli svizzeri, ma ad altri extracomunitari, più esotici, più a sud o più ad est dei quattro cantoni. Teste di pesce e di uccelli? No, no, semplicemente teste di minchia. O pirla. Dipende dall’idioma locale.
Chissà se a primavera torneranno le rondini?

mdn