| F O T O G R A F F I A R E 07 | S'E [in copertina |
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Il
World Press Photo Contest è un concorso che da quarantacinque
anni premia le migliori foto realizzate da fotografi professionisti delle
agenzie mondiali. "Foto dell'anno", il riconoscimento più
prestigioso, è una foto in bianco e nero di Erik Refner, trentunenne
danese: mostra il corpo senza vita di un piccolo profugo afgano mentre
viene "preparato" per il funerale. Una giornata non troppo diversa
dalle altre, giugno 2001, in un campo di rifugiati, in Pakistan. Il bimbo
è morto per il freddo. |
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| Questa foto l'abbiamo scelta anche al di là del suo "merito" (il fotografo inglese Tom Stoddart ha ricevuto il secondo premio nella categoria General News Stories). Questa foto è come un seguito della prima. E' stata scattata a Gujarat, in India, poco dopo il terremoto, nel febbraio 2001. L'anziana donna si è salvata. Il suo volto ha la stessa trama della parete sconquassata alle sue spalle. Rughe di intonaco e rughe di pelle. Crepe in equilibrio, su una superficie senza più equilibri. Lo sguardo della donna ha trattenuto il terrore, e ce lo mostra guardandoci. Anche qui c'è la natura che provoca morte. Una condizione naturale, allora? Non proprio. Non solamente. Due foto che, insieme, sembrano contrastarsi, una quasi l'opposta dell'altra, per l'età dei personaggi, una vita da vivere e non vissuta, una vita da vivere ancora malgrado tutto. Due momenti che spezzano (anche fisicamente) la ricerca di un senso, di una logica, di un perché troppo esistenziali. Che strana questa "bellezza", fuori da dove non si smette di piangere. | ![]() |
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