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Inquietante.
Mi ha sempre fatto impressione questa foto. La posa sfrontata di Pinochet
dà i brividi. Una foto ben studiata. Il sanguinario dittatore
è seduto, solo lui, davanti a tutti. La sedia non è un
trono, non nei dettagli d'arredo, ma il sanguinario dittatore lo scettro
lo ha conquistato sul campo, con il golpe dell'11 settembre 1973. Il
palazzo presidenziale fu assaltato; il presidente Allende, dopo una
disperata resistenza, forse morì suicida. La Cia dirigeva le
operazioni. Non era un film.
Il sanguinario dittatore (ci vorrebbe un sinonimo) ha le braccia conserte,
il cappello posto sulle ginocchia. Un grosso orologio sportivo al polso
evidenzia la spocchia più che la modernità. La bocca a
grugno è di serie per qualsiasi dittatore, mascellari o meno.
Chissà se splendeva il sole quel giorno, un sole di natura, perché
tutto cominciava a snaturarsi. E pensare che ad un architetto di quel
colpo di stato, l'americano Kissinger, anni più tardi consegnarono
il premio Nobel per la pace.
Sole o nuvole che vi fossero quel giorno, il dittatore sanguinario indossa
occhiali da killer. E' un figuro volgare.
La cattiveria si manifesta con pochi elementi di scena; certo, non è
l'abito che fa il monaco, però anche l'anima ha bisogno di una
giacca.
Se c'è un capo ci sono i servitori. Sono dietro di lui, in alta
uniforme. Quello dietro di lui, quasi un poggia schiena, ha il piglio
da carnefice. Nessuno dei complici porta occhiali da killer. Anche il
male ha le sue gerarchie. Fin qui, la messa in scena di una giornata,
poi si riprende l'eccidio.
"Il popolo unito non sarà mai sconfitto" echeggiava
nei cortei europei. Poi, bisogna cambiare qualcosa perché poco
cambi. Pinochet oggi è un vecchio demente, che non dà
pena e non porta pena con sé. Una demenza da carta da bollo,
esibita ogni volta che c'è una udienza in tribunale. La Storia
assolve e condanna, si dice.
Dietro un paio di occhiali da killer non può nascondersi nulla,
solo occhi con le borse. L'arroganza, la volgarità di Pinochet
si videro in ciò che faceva, più che nelle pose fotografiche.
Il sanguinario dittatore fu anche un figuro vigliacco. Quando la regia
di Washington azionò il ciak, lui entrò in scena, attore
protagonista ma anche comparsa del paranoico Nixon e del suo cinico
servitore Kissinger. Non era un film, ma venne lo stesso, e per molto
tempo, il buio in sala.
mdn
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