FOTOGRAFFIARE
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GIANFRANCO PARDI
NE PLEURE CELUI QUI CONNUT TANGER... TANGER PLEUX CEUX QUI NE LA CONNAISSENT POINT.

Ogni tanto si incontra qualcuno a Tangeri che cita con grande enfasi queste parole. Ma che cosa può significare una città che piange quelli che non la conoscono affatto? Forse che Tangeri è una bella donna che desidera essere corteggiata?
In tutti questi ultimi anni ho cercato d conoscere Tangeri ma forse mi è riuscito solamente di vederla, di guardarla appunto come una bella inavvicinabile donna. Una bella elegante signora con i segni di una gloriosa giovinezza.
Nella disperata corsa a uno sviluppo caotico che percorre un malinteso modello occidentale, la città si dibatte tra un precipitoso progetto di modernizzazione e la resistenza a quel modello.
Queste fotografie, come tutte le fotografie, non registrano una verità ma un amorevole punto di vista, uno sguardo "da lontano" su quella parte della vita della città che ancora porta i segni del suo antico fascino insieme alle turbolenze di un difficile cambiamento.
Certo Tangeri non è più la città internazionale che ha vissuto il mito dei grandi artisti e scrittori che l'hanno "attraversata", ma non è nemmeno più la città esotica di quel mito.
Non c'è un segno di nostalgia nella vita di strada, nelle interminabili sedute nei tanti caffè, nelle soste al Marshan in vista del mare al crepuscolo. C'è tanta gente, tanti giovani, tanto affannarsi per il lavoro e una tenue speranza di un domani migliore. Qui, in questo paese, senza dovere attraversare le colone d'Ercole.
Tangeri piange quelli che non la conoscono affatto perché chiede che, sollevato il velo dello stereotipo esotico, la si guardi più da vicino, si cerchi appunto di conoscerla per quello che è e che vuole diventare.


GALLERIA FUMAGALLI BERGAMO


 

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