C O N T R O S E N S O
S'E [in copertina

 

Mauro Mongarli
Dopo Carosello / 18
Ci sono idee che hanno sempre un mercato



Nella capitale sventrata, annichilita dai bombardamenti americani, dei ragazzi adocchiano due soldati delle forze di occupazione.
Si avvicinano, propongono loro una vendita: hanno da offrire la registrazione di un discorso del tiranno, del simbolo di tanto odio e della distruzione che li circonda.
I soldati sono incuriositi, chiedono di ascoltare il documento.
I ragazzi febbrilmente obbediscono, e la voce di quell’uomo in breve rimbomba tra i pochi muri rimasti in piedi, dove un’eco anche modesta fatica a trovare i requisiti fisici per farsi sentire. La voce è decisa, forte di sicurezze ora polverizzate. È una voce che ora forse servirà a far mangiare decentemente quei ragazzi, e garantirà un souvenir originale ai soldati.
Tutti contenti: è una forma di mercato fra le più auspicabili, no? Per non parlare del mezzo pubblicitario utilizzato: una semplice, esaustiva dimostrazione, come quelle per i detersivi, o il prima-dopo di certi miracolosi prodotti dimagranti.
Quella voce coglie di sorpresa un uomo che passa lì vicino tenendo per mano un bambino, che a sua volta tira un carrettino, per gioco. L’uomo si ferma per un attimo, poi prosegue, guardandosi intorno e forse dentro, trovandosi forse ad inseguire pensieri che lascerebbe volentieri andare. Forse non sono tutti contenti.
Io per primo, perché la scena non è ambientata a Kabul, ma nella Berlino del 1947.
Per essere precisi, è una scena tratta da Germania anno zero, il film che Roberto Rossellini girò appunto nel 1947 in una Berlino fantasma.
Trovate questo film e guardatelo: avrete la forza di non guardare più la pseudo fiction Porta a Porta, dopo Carosello.



 

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