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GONZO
MARKETING
Mauro Mongarli
Gonzo Marketing è un libro di cui si parla molto, nellambiente
della comunicazione professionale. In pratica, sbertuccia il mondo del
marketing (quello delle 4 P: Prodotto, Posizionamento, Prezzo, Promozione)
definendolo vecchio, immobile, incapace di adeguarsi alle nuove necessità
di comunicazione aziendale legate principalmente allimpatto di Internet.
La tesi dellautore è che, grazie soprattutto alla Rete, il
meccanismo di creazione di mircomercati nascenti dal basso sia ormai arrivato
ad un punto di non ritorno, e stia distruggendo il marketing classico
che vede le aziende far cadere dallalto prodotti, gusti e tendenze
per il loro profitto.
Ora: lesperienza di tutti va in questa direzione, e non mi sognerei
mai di dire, neanche ubriaco e in un momento di supposta onnipotenza,
che la mia rubrica Dopo Carosello su vibrisse (*) lo abbia scoperto da
un pezzo.
La tesi che lautore propugna è un fatto sotto gli occhi di
tutti. Per amor di precisione bisogna però dire che questo è
un libro rivolto principalmente agli uomini del vecchio marketing,
quelli per i quali le persone sono dati sociodemografici o contatti.
Quelli che per divertirsi scrivono le lettere più divertenti del
mondo:
Carissimo Mongarli Mauro, Hai vinto un miliardo di Euro se compri il nostro
cavaturaccioli! (acca maiuscola e sintassi a cura dei ragazzi
appena assunti).
Ecco, dovete sapere che gli uomini-marketing (come essi amano definirsi),
sono il nemico naturale dei creativi pubblicitari come me, quindi non
ero del tutto ben disposto nei confronti di Christopher Locke e della
sua opera dal buffo titolo.
Devo dire però che Locke si mette dimpegno per dimostrare
la tesi di cui sopra, e credo che anche a un uomo-marketing con trentanni
di esperienza a vender detersivi qualche dubbio possa venire e scalfire
le sue certezze incrollabili, leggendo Gonzo Marketing (che in effetti
è un libro di grande successo e soprattutto influenza).
Locke, con lo stile spesso strabordante e sboccato del suo alter ego web
Rageboy, da anni pirata ingovernabile sui temi della comunicazione aziendale,
mette in fila storie vere, voli pindarici, momenti di riflessione profonda
in modo disordinato, come in un flusso di coscienza o un brainstorming
(alla fine, seppur illuminato sulla via di Damasco, è un uomo di
marketing anche lui) a volte un po ostico da decifrare, anche per
via delle numerose citazioni e riferimenti che costringono il lettore
italiano a fare continuo utilizzo delle note (complimenti comunque al
traduttore, deve essere stato un lavoraccio, anche se ben riuscito).
A dimostrazione di come un normale essere umano arrivi tranquillamente
dove un uomo-marketing ha bisogno di una illuminazione fatale, ecco un
brano dal libro, dove Locke parla di come funzionano i vecchi mass media,
ora destinati a decadere dal ruolo di strumenti principe per mettersi
in relazione con i nascenti micromercati che nascono grazie ad Internet:
I mass media sono di massa perché per molto tempo hanno soddisfatto
i requisiti precipui della produzione di massa: movimentare le scorte
in eccesso. Tante più merci poteva smuovere la pubblicità,
tanto più cospicuo era il profitto aziendale. Quindi, più
vasto era il pubblico, meglio andavano le cose, ovvio. I mass media sono
di massa perché sono enormi. E per conseguire tale enormità
si affidano a programmazioni dai contenuti ridotti al minimo comune denominatore
in fatto di gusti. Il programma, il contenuto, è una pura esca
per attirare il pubblico. Lo spettacolo vero è la pubblicità.
E la pubblicità vuole ridurre il comune denominatore, per agganciare
tutti quelli che riesce. Il miglior mezzo è quello più ampio.
Il miglior luogo dove inserire pubblicità è quello con la
maggior concentrazione di utenti. Ecco perché la Cnn ama Eliàn
Gonzales, Lady D e OJ Simpson. Ecco perché leredità
culturale che creiamo ed esportiamo in giro per il mondo è uninsulsa
serie tv con risate stolide di sottofondo. È questo il modello
broadcast. Qualcuno ha detto McDonalds?
Come potete vedere, nulla che non abbiamo mai pensato insieme a qualche
parolaccia spegnendo il televisore davanti allennesimo insulto alla
nostra intelligenza.
È quindi Gonzo Marketing un libro inutile se non si è un
quadro vetero-marketing dellIbm o della Coca-Cola, due delle aziende
più sputtanate da Locke (termine poco elegante ma, credetemi, preciso)?
No. Se largomento comunicazione-Internet-mercati è dinteresse
anche solo a livello curiosità, Gonzo Marketing è fonte
di molte informazioni, riflessioni e punti di vista freschi e attuali
sulle dinamiche della comunicazione tra persone e di come queste, rinforzate
da Internet, abbiano in nuce un nuovo concetto di comunità non
solo legato al commercio e al profitto come i vecchi uomini-marketing
vorrebbero.
A volte (questultima è una nota personale) in Gonzo Marketing
ho letto idee che non condivido. Ma se è vero che nel marketing
non ci sono discussioni, solo direttive, non trovarsi daccordo con
lautore in qualche caso è un ottimo segno di no-marketing.
Oddìo, smetto, prima di parlare come loro!
Concludo con una vecchia storiella che gira tra i creativi pubblicitari.
Ce ne sono mille versioni, eccone una.
La mamma di un creativo pubblicitario va in agenzia a trovare il figlio.
In ascensore si trova accanto ad un giovane uomo alto e fiero, con un
vestito impeccabile ed una cura di sé ineccepibile. Non resiste,
vuole sapere qualcosa di questo tizio, collega probabilmente del figlio.
"Mi scusi lardire, signore
Lei lavora qui?".
"Sì, signora".
"In quale ramo?".
"Sono un account executive dellagenzia pubblicitaria dellultimo
piano".
"Oh! Mi faccia capire
Lei è un contabile?".
"No
".
"Lei scrive gli annunci
".
"No, lo fanno i copywriter".
"Capisco. Deve essere un bel lavoro, il suo
"..
"Sì, signora, anche se è faticoso. Sa, dobbiamo fare
un sacco di ricerche
".
"Allora lei è il responsabile dellUfficio Ricerche!".
"No, signora. Disponiamo di personale qualificato, per le ricerche".
"Mmh. Allora lei vende gli annunci ai clienti!"..
"No, quello è compito del direttore creativo
".
"Mi faccia indovinare: lei procura nuovi clienti allagenzia!".
"No, signora, mi dispiace!".
"Mi arrendo. Le spiacerebbe dirmi che lavoro fa?".
"Lavoro nel marketing".
"Aah, lei si occupa del marketing dei clienti
".
"No, signora: i clienti hanno un ufficio interno apposito".
"Fermo lì, ho capito: lei è un dirigente!"..
"No. Ma conto di diventarlo molto presto".
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Christopher Locke
Gonzo Marketing
Vincere negli affari
dando il peggio di sé
Hops Libri, 2002
Pagine 288
Euro 19,90
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Vibrisse è un bollettino telematico, settimanale, curato
dallo scrittore Giulio Mozzi.
Mauro
Mongarli è scrittore e copywriter (clic)
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