S C O M PO S T I 05 S'E [in copertina



FAST FOOD NATION

Alessandra Libutti


Tutto quello che avreste voluto sapere sui Fast Food e non avete mai osato chiedere!
Non sapete resistere alla tentazione di un Big Mac? La vostra pausa-pranzo è così ridotta che senza McDonald's e Burger King crepereste letteralmente di fame? Allora Fast Food Nation: The Dark Side of The All American Meal del giornalista americano Eric Schlosser è rivolto proprio a voi. Solo una sfogliatina vi causerà una paralisi istantanea sulla soglia di qualsiasi fast food.
In America ha già scatenato un pandemonio (provate ad immaginare a pestare i piedi a McDonald's e ai magnati dell'industria alimentare e fate quadro sulle conseguenze). In Inghilterra, che in quanto a fast food è praticamente una succursale degli Stati Uniti, è appena uscito con il titolo What The All-American Meal Is Doing To The World, interpretato, come un colossale atto d'accusa al maggiore (insieme ovviamente ad Hollywood) prodotto d'esportazione americano. Questo perché Schlosser non si limita a considerazioni prettamente alimentari (che comunque sono alquanto illuminanti) ma allarga il cerchio all'impatto culturale ed economico che l'industria dei fast food ha avuto sulla società contemporanea.
Secondo Schlosser, infatti, il business dei fast food avrebbe innescato un processo di omologazione della società, causato un'epidemia di obesità, diffuso nuovi virus prima inesistenti, danneggiato irrimediabilmente le campagne, monopolizzato l'industria alimentare, trasformato i processi di produzione agricola e l'allevamento animale (con tutte le conseguenze di cui oggi, in clima di mucca pazza, siamo venuti a conoscenza), inasprito la frattura tra tra classi sociali, diffuso l'imperialismo americano nel mondo e accelerato il processo di globalizzazione. Insomma, non c'è andato leggero.
E se questo non fosse già abbastanza, ha dimostrato, dati alla mano, che la carne degli hamburger dei fast food è composta in buona parte di feci (no, non in senso lato o metafisico, proprio nel senso che contiene - scusate - cacca).
Ancora inedito in Italia, ecco a voi alcuni fatti salienti desunti dalla ricerca di questo eroe paladino che se si fosse armato di svariate tonnellate di tritolo e le avesse piazzate sotto ogni fast food del mondo avrebbe fatto a McDonald's certamente molto meno male.
Partiamo proprio dal pezzo forte.




  QUANDO ADDENTATE UN HAMBURGER STATE ADDENTANDO DELLA CACCA?

Ebbene sì. La pulce nell'orecchio ad Eric Schlosser la misero alcuni dati assai preoccupanti. Secondo uno studio del CDC (Centres for Disease Control and Prevention), ogni anno, più di un quarto della popolazione americana soffre di avvelenamento alimentare. Una cifra sbalorditiva se si pensa che fino ad una generazione fa l'avvelenamento alimentare era assai raro e generalmente provocato da occasionali cibi avariati. Ancora più preoccupante però è stata la comparsa in grande stile di un batterio, l' E.coli 0157:H7, responsabile di infezioni molto serie e in alcuni casi anche mortali.
L' E.coli 0157:H7 risiede principalmente nello stomaco e l'intestino di animali infetti ma apparentemente perfettamente sani. Come nel caso della mucca pazza, la sua comparsa e diffusione deriva principalmente da due fattori: il processo di macellazione e i mangimi contenenti carcasse animali di cui si sono cibate le mucche del nostro pianeta negli ultimi decenni.


Uno studio pubblicato dal dipartimento americano dell'agricoltura (USDA) nel 1996 svelò che il 7,5% delle carni analizzate contenevano Salmonella, l'11,7% erano contaminate con Listeria monocytogenes, il 30% di Staphylococcus aureus e il 53% erano contaminate con Clostridium perfringens. Ciascuno di questi batteri provoca all'uomo infezioni così gravi da richiedere il ricovero ospedaliero e, nel caso della Listeria, l'infezione si rivela mortale nel 20% dei casi. La diffusione di tali batteri avviene nel 78,6% dei casi attraverso l'ingestione di feci. L' E.coli 0157:H7 si propaga allo stesso modo.
A questo punto Schlosser, firmando una marea di dichiarazioni in cui assicurava che non avrebbe "fatto nomi" (infatti non li fa ma li fa capire benissimo), si è intrufolato nei tredici centri di macellazione che detengono in America il monopolio pressoché esclusivo delle carni fornite ai fast food, e scoperto che mentre alcune parti delle interiora vengono estratte da macchinari (comunque raramente puliti e adeguatamente disinfettati), gli intestini sono ancora estratti a mano senza che nessuno presti attenzione a dove finiscano i contenuti (che ovviamente finiscono belli dritti nell'impasto generale, quello che poi viene confezionato, piastrato e servito dentro un panino).
Per quanto riguarda l'E.coli 0157:H7, il nuovo batterio e flagello delle tavole, sempre secondo studi analoghi, nella stagione invernale è stato rinvenuto in circa l'1% dei capi analizzati, mentre in quella estiva la cifra ha raggiunto uno sbalorditivo 50%. Se comunque l'1% in inverno non sembra preoccupante, basti pensare che un singolo animale infetto può contaminare fino a 16 quintali di hamburger. Lascio a voi calcolare cosa avviene per la carne macellata nella stagione estiva.
La ricerca di Schlosser ovviamente non si ferma qui.
  LA FORZA LAVORO
Circa due terzi dei lavoratori dei fast food hanno meno di vent'anni. L'altro terzo è composto da immigrati, rifugiati, ragazze-madri. Questo perché la manovalanza giovanile, o comunque disagiata, costa meno e non ha altre alternative d'impiego. Inoltre, i giovani sono più soggetti all'obbedienza, accettano di buon grado lavori part-time.
Grazie all'impiego di questo tipo di forza lavoro temporanea, precaria e inesperta, le compagnie di fast food sono riuscite per decenni ad ignorare qualsiasi legislazione di garanzia del lavoro, riuscendo ad ingannare i governi grazie a famigerati contratti di "formazione-lavoro", ottenendo inoltre stanziamenti per training spesso consistenti in un tour delle cucine con una ramazza in mano.
Chiaramente, per trent'anni si sono opposti con le unghie e con i denti alla formazione di sindacati, al punto che nel '97, mentre un gruppo d'impiegati del McDonald's di St Hubert era sul punto di far regolarmente registrare il neonato sindacato, McDonald's preferì chiudere il ristorante e licenziare tutti in tronco piuttosto che rischiare di ritrovarsi un sindacato tra i piedi.
In sostanza, Schlosser vede nella manovalanza dei fast food la vera classe operaia sfruttata del ventunesimo secolo. La crescita del capitale e l'arricchimento di pochi a spese di lavoratori sotto pagati spesso costretti a lavorare in gravi condizioni di disagio.
Da questo punto in poi, Schlosser passa ad analizzare gli effetti economici, sociologici e politici della diffusione dei fast food non solo in America, ma anche nel mondo dimostrando come l'imperialismo americano abbia assunto il controllo di gran parte delle economia mondiale proprio grazie alla diffusione dei fast food e le compagnie che lo gestiscono o ad esse annesse.
Dalle strategie di marketing all'uso indiscriminato di additivi e coloranti (nella maggior parte dei casi prodotti da industrie manifatturiere di profumi); dai processi discutibili di macellazione all'avvelenamento dei consumatori; dallo sfruttamento della forza lavoro all'arricchimento indiscriminato di una manciata di magnati; dal controllo economico a quello politico, Eric Schlosser invece di un panino serve sulle tavole 200 pagine di fatti e dice:
"Meditate gente. Meditate".

LINKS

Intervista a Erich Schlosser

Fast Food Nation di Eric Schlosser
Cosa c'è che non va con Mac
Tutti i nemici di McDonald's
Mcdonald's Italia
La storia della campagna inglese contro Mac
Slow Food vs Fast Food
 
•Per gentile concessione del GRANBAOL