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COLIBRI'
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EMOTIONAL
ASSETS
Emotional
Assets Gianandrea
Abbate Ugo Ferrero |
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Un capitolo |
Tuttavia
questi messaggi acustici, anche se ancora chiari alla nostra comprensione
(il testo), quando sono fusi con la musica sfuggono completamente alla nostra
critica, anzi diventano fonte di piacere, arte. Perché mai il cervello
dà uninterpretazione così diversa degli stessi messaggi?
Lipotesi che si può fare è che nellopera lirica
le parole diventano canto, fluide come dicono gli esperti, messaggio di
armonia, di emozione e non più di significato. In questa nuova loro
veste non sono più analizzate dallemisfero sinistro, che è
attento ai loro significati, bensì dallemisfero destro che
ne percepisce il messaggio melodico, drammatico o comunque emotivo
(L. Maffei). Cè un divertente aneddoto, a questo proposito, secondo cui Giacomo Puccini, avendo già scritto la musica per una romanza di Musetta nella Bohème, scrivesse in tono perentorio ai suoi librettisti, Illica e Giacosa, che non era tanto importante il significato delle parole, quanto che le parole stesse dovessero assolutamente suonare come coccorocò, coccorocò, bistecca. Dal perentorio ordine di Puccini ebbe così origine la famosa aria sola men vo, sola men vo, soletta. Ma questa interazione non è così semplice: varie ricerche hanno dimostrato che in alcuni casi i due modi di approccio tendono a interferire luno con laltro e un assunto del genere suggerì lidea che proprio questa ragione potesse essere alla base della maturazione asimmetrica del cervello umano. Gli studi sulle funzioni dei due emisferi cerebrali portarono gradualmente alla conclusione che in entrambi avvenissero processi cognitivi di alto livello che, pur se in modo diverso, comportavano processi di pensiero e di ragionamento, nonché complesse operazioni mentali. Negli ultimi dieci anni le ricerche svolte sulla scia delle prime rivelazioni hanno fornito numerose prove a supporto di questa conclusione; studiando non solo il cervello di pazienti split brain, ma anche individui dal cervello integro, oggi sappiamo che, nonostante la sensazione comune di essere ununica persona, cioè un essere unitario, il nostro cervello è doppio e ciascuna metà ha un proprio criterio di apprendimento e di percezione della realtà esterna. Ognuno di noi ha, per così dire, due menti e due coscienze, mediate e integrate dal ponte di fibre nervose, il corpo calloso, che unisce i due emisferi. Si è potuto inoltre verificare che i due emisferi collaborano in modi differenti: a volte cooperano con laltra metà, contribuendo alle sue specifiche capacità e assumendo quella parte del compito che meglio si addice al suo modo di elaborare delle informazioni; a volte, invece, i due emisferi operano singolarmente, vale a dire che uno è attivo e laltro lo è meno. È quindi possibile ipotizzare che ciascun emisfero sia dotato di una modalità che permette di tenere per sé delle informazioni, privandone laltro emisfero. Cè allora, forse, qualcosa di vero nellantico detto, proprio di molte culture, secondo cui la mano destra non sa ciò che fa la sinistra? Caratteristiche principali delle funzioni dellemisfero destro e dellemisfero sinistro I dati indicano che lemisfero secondario, privo di linguaggio verbale, è specializzato nella percezione della Gestalt, essendo la sua principale facoltà quella di sintetizzare le informazioni che riceve. Invece, lemisfero principale quello parlante sembra operare in un modo più logico, analitico, da computer. Il suo linguaggio non è in grado di compiere le sintesi rapide e complesse operate dallemisfero secondario. J. Levy Funzioni dellemisfero destro Non-verbali: consapevolezza delle cose senza il minimo ricorso alle parole. Sintetiche: unione degli elementi di una situazione fino a formare un tutto. Concrete: considerazione delle cose così come sono al momento presente. Analogiche: percezione delle somiglianze tra oggetti, comprensione dei rapporti basati sulla metafora. Atemporali: mancanza del senso del tempo. Non razionali: mancanza della necessità di premesse e fatti, disponibilità a sospendere il giudizio. Spaziali: osservazione della collocazione degli oggetti rispetto ad altri oggetti e delle parti rispetto allinsieme. Intuitive: momenti illuminanti, di improvvisa comprensione delle cose, spesso in base a schemi incompleti, impressioni, sensazioni o immagini visive. Globali: visione contemporanea di tutti gli aspetti di un oggetto o fatto, percezione di schemi o strutture al completo, spesso orientate verso conclusioni divergenti. Funzioni dellemisfero sinistro Verbali: uso di parole per descrivere e definire. Analitiche: soluzione dei problemi per gradi affrontando un aspetto per volta. Simboliche: uso di simboli rappresentativi. Astratte: estrapolazione di un dato parziale utilizzandolo per rappresentare loggetto intero. Temporali: senso del tempo, applicazione di un ordine successivo alle azioni, agli oggetti ecc.. Razionali: formulazione di conclusioni in base a premesse e fatti. Computistiche: uso dei numeri come nella computazione. Logiche: formulazione di conclusioni in base alla logica, elaborazione di ordini successivi di tipo logico e matematico. Lineari: pensiero basato su idee collegate. Una grammatica sconosciuta che si può gestire Come notava argutamente Daniel Goleman, solo in anni recenti è emerso un modello scientifico della mente emozionale che spiega come le nostre azioni siano in gran parte determinate dalle emozioni come si possa essere ragionevoli in un certo momento e irrazionali subito dopo e in che senso le emozioni hanno le loro ragioni e la loro logica. È, in sostanza, la possibilità, per la ricerca orientata al marketing, di definire una sorta di vera e propria grammatica della parte destra del cervello umano, quella cioè dove risiedono gli stati affettivi e le pulsioni fondamentali sia nella vita sentimentale che in quella di consumatori. Andare a cercare e indagare in questa parte rimasta ignota per così tanto tempo a chi si occupa di mercato e delle strategie connesse, è un passo in avanti che apre orizzonti finora sconosciuti, ottenendo un doppio risultato: la soddisfazione delle strutture produttive che vedono ampliare i propri volumi in termini di vendita e di fatturato e, al contempo, offrire al consumatore una comunicazione pubblicitaria gradita, non inquinante e fuori dagli schemi stereotipati che vedevano la pubblicità stessa, per molti versi, come qualcosa di impositivo. Nasce, insomma, un nuovo sistema di indagine e di analisi che possiamo definire emotional marketing. Emotional marketing è quindi linsieme delle forme interpretative della realtà circostante espresse dalla parte destra del cervello, analizzate attraverso tecniche estremamente raffinate che si servono dei metodi della psicolinguistica applicata secondo parametri e schemi statistici costantemente aggiornati e verificati. Nelle prossime pagine ci addentreremo nellanalisi di quelli che sono i punti di riferimento principali della psicolinguistica, analizzeremo modelli e forme di base e, infine, citeremo una serie di casi significativi in cui lapporto dellemotional marketing ha rappresentato un contributo importante per il decollo e il posizionamento di prodotti. |