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Avanzi
di galera
ildue.it
190 p. Euro 13
Guido Tommasi Editore
Avevamo già
gustato gli Avanzi di galera in formato cd, realizzato dagli inquilini
di San Vittore, Milano, Italia del nord. Ma anche del centro, del sud
e delle isole, e di qualche paese extracomunitario più disperato
del nostro. Adesso è uscita (in senso solo tipografico) la bella
edizione stampata da Guido Tommasi Editore. Il colpo (ce ne
vorrebbero di più di colpi di questo tipo) l'hanno
messo a segno quelli de ildue.it, il giornale online di San Vittore diretto
da Emilia Patruno. La presentazione del libro è di Renato Vallanzasca,
che anni addietro è stato l'autore di storie vere e tremende. Storie
che l'hanno portato in galera prima che l'uomo sbarcasse sulla luna,
come scrive lui stesso.
Avanzi di galera non è soltanto un libro di ricette, ci sono testimonianze
trasformate in bei racconti, la descrizione degli utensili per la cucina
(ovvero come costruirsi un forno con una cassetta di legno, o un frigo
con delle bottiglie di plastica), c'è un glossario, ci sono le
tabelle vittuarie di San Vittore (ovvero, cosa passa il convento). Da
leggere tutto, dai primi alla frutta. Facile dire che Avanzi di galera
non è un libro d'evasione, anche se si legge con grande piacere.
Resta, comunque, quell'amaro (che non fa digerire) della realtà:
il carcere. E le persone che dentro riescono a guardarsi dentro,
anche meglio di certi farabutti che stanno fuori.
Nella quarta di copertina si legge:
Si parla spesso dell'arte di arrangiarsi o del recupero degli avanzi,
e lo si fa anche in questo libro. Ma gli avanzi, a San Vittore, sono un'altra_
cosa. La "sbobba" che passa l'Amministrazione è quella
che è. _Si cucina su un unico fornelletto da campeggio. La cucina
è anche il bagno. La spesa si può fare all'interno del carcere,
ma non tutti possono permettersela. _Si possono ricevere quattro "pacchi"
al mese con generi alimentari e vestiti per un peso complessivo mensile
di venti chili, ma niente frutta e verdura, cibi confezionati o acquistabili
alla spesa interna._Niente alcool naturalmente. _E comunque c'è
chi non ha nessuno e il pacco se lo sogna. Tutto è difficile, qui,
ma la necessità aguzza l'ingegno. _Paradossalmente, nel luogo dove
tutto è vietato la cucina è permessa. _Non sono ammesse
posate di acciaio, e c'è chi se le inventa facendo esplodere le
bombolette del gas per utilizzarne la lamiera. Se ti trovano un coltello
ti fanno rapporto. _Si può anche costruire un forno rivestendo
con la carta stagnola due cassette, ma si rischia di incendiare la cella.
_C'è chi si è costruito un frigo con l' acqua corrente collegata
ad una serie di bottiglie di plastica, ma poi una notte si è allagata
la cella e anche i piani inferiori del braccio. _San Vittore ha una capienza
massima di ottocento persone, ma ci vivono almeno 1400 detenuti. Cose
dell'altro mondo, un mondo dove un sugo senza carne sa miracolosamente
di carne, e tanto basta per immaginare tutte le altre ricette, dove l'ingrediente
mancante è sostituito, dove il procedimento ordinario è
reinventato, dove la solidarietà può fare miracoli.
Buon appetito. E, per favore, niente lime nelle arance, sono più
buone al naturale.
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