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MERCI DI CULTO

Autori
Fulvio Carmagnola, Mauro Ferraresi
Editore
Castelvecchi
(I edizione: settembre 1999)
Pagine 252, Lire 18.000

La quarta di copertina

Questo libro esplora il mondo dell’ipermercato, un universo al suo massimo grado di condensazione costituito da eventi, personaggi, oggetti di consumo a cui viene attribuito un particolare significato culturale. In alcune merci è infatti racchiusa una forza comunicativa, una potenza simbolica che va ben oltre il loro semplice contenuto utilitario. Dalla Coca Cola all’Harley Davidson, dalle opere di Edward Hopper alla trilogia di Star Wars, la merce, fatto il suo ingresso nella macchina del desiderio mercantile e seguendo percorsi spesso imprevedibili, viene restituita al mondo completamente trasfigurata, a uno stadio “iperrreale” del proprio valore. Davanti alle “merci di culto” crollano parametri, come quello di valore d’uso, fino a poco tempo fa ritenuti indispensabili per valutare il mondo dei consumi. Una moto non sarà allora soltanto un mezzo di trasporto, un particolare orologio non servirà semplicemente a segnare il tempo. In questo regno la merce è molto più che se stessa: diventa un crocevia verso il quale convergono un’infinità di interessi e sugestioni, un indomabile vortice del desiderio, un “oggetto-da-pensare” di fondamentale importanza per la comprensione del nostro tempo.



Indice

L’IPERMERCE
Sensilmente sovrasensibile
Produzione e rappresentazione
La fabbrica e il teatro
Le merci servono per desiderare
Il processo di valorizzazione e l’ipermerce
Semantica, pragmatica, sintattica
Il cult. Definizione
Riferimenti
DISCORSO
Animadvertising
Il cult come oggetto narrativo
Cult e discorso: addensamento connotativo e surrinterpretazione
Nomi
Cult e discorso 2: l’indicalità
Coca cola
Micro-retorica del cult
Il cult al passato: Vespa
Cult e mito: l’origine artificiale
La divina rivisitata: il processo mitopoietico e il cult
Magazzini della memoria
Sintagma e paradigma
Hopper. Il reale come déja-vu dell’immagine
Riferimenti

RITO
Un cult grunge: che cosa fa la gente allo Starbucks Coffee?
“Symbols by which We buy”: cultura, utilità, frame
Harley
Joining the cult
I protagonisti delle pratiche rituali
“Goolem”
La potenza delle cose: feticismo e carattere di efficacia del cult
“Cigar Aficionado”
Branded retail: i templi profani
Riferimenti
PROGETTO
L’improgettabile
Manga
L’arte come cult funerario
(1988-1998) “Colors” ovvero l’antropologia illustrata
L’apparire del senso
Per un’estetica della convergenza
Rétro-revolution e dry-tech; da Motò a Droog, passando per Authentics
Le merci servono per pensare
“Think different”: iMac
Orientamenti: morfologia e topografia del cult
Osservazioni finali
Riferimenti