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TITOLO
Allegro ma non troppo
Pepe, vino (e lana) come elementi determinanti dello sviluppo economico
delletà di mezzo
Le leggi fondamentali della stupidità umana
EDITORE Il Mulino
pagine 81, L. 15.000
AUTORE Carlo M. Cipolla
Iniziamo con un libricino leggero per numero di pagine, ma grande per
squisitezza intellettuale. Il titolo di natura musicale (Allegro ma non
troppo) ci ricorda che cè poco da ridere, visto come vanno
le cose.
I due sottotitoli sono già narrativa davanguardia.
In sovraccoperta (che inevitabilmente finirà per logorarsi in breve
tempo) è riprodotto un particolare del "Trittico dellEpifania"
di Bosch. Il livello si fa subito alto. Quel qualcosa che noi cerchiamo
nei libri qui è al plurale: intelligenza e divertimento vanno insieme
che è una bellezza.
La quarta di copertina conferma la nostra impressione:
Un divertissement, un guizzo anarchico dellintelligenza. Due
piccoli capolavori di giocoso funambolismo intellettuale.
I sottotitoli lo suggerivano: il piccolo grande libro si compone di due
brevi saggi; il primo è una apparente parodia della storia economica
e sociale di quelletà di mezzo che è, appunto, il
Medioevo; il secondo è una teoria generale della stupidità
umana.
Entriamo nel libro del professor Cipolla dalla porta del secondo saggio.
Quasi scimmiottando lelenco numerico delle leggi fisiche, apprendiamo
che sono cinque le leggi fondamentali della stupidità umana.
La Prima Legge Fondamentale asserisce che Sempre ed inevitabilmente
ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.
Persone che giudicavamo intelligenti si sono poi mostrate stupide da non
credere. E quante volte quello che facciamo viene ostacolato da persone
pervicacemente stupide, che compaiono improvvisamente ed inaspettatamente
nei luoghi e nei momenti meno opportuni!
La Seconda Legge Fondamentale dice che: La probabilità che
una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra
caratteristica della stessa persona.
Vuol dire, in sintesi: educazione e ambiente sociale non hanno nulla a
che fare con la probabilità di essere stupidi.
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Il professor Cipolla presenta un esempio che ci riguarda da vicino (altroché
se da vicino): la popolazione dellUniversità. Il professore
la suddivide in quattro grandi categorie (i numeri fanno sempre scienza):
i bidelli, gli impiegati, gli studenti, il corpo docente.
Vengono analizzati i bidelli e si trova che una frazione di loro sono
stupidi. La stessa percentuale prevale anche fra impiegati, studenti e
docenti. Proprio una legge di ferro, che non ammette eccezioni,
con implicazioni diabolicamente ineluttabili.
Gli esseri umani rientrano in una di queste quattro categorie: gli sprovveduti,
gli intelligenti, i banditi e gli stupidi.
La Terza (ed aurea) Legge Fondamentale dice: Una persona stupida
è una persona che causa un danno ad unaltra persona o gruppo
di persone
senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura
subendo una perdita.
Domanda: In che modo, e come mai, persone stupide raggiungono posizioni
di potere e autorità? La risposta, se ricordate bene, ce la dà
la Seconda Legge Fondamentale.
La Quarta Legge Fondamentale afferma che: Le persone non stupide
sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare,
i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo,
e in qualsiasi circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi
si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.
La Quinta Legge Fondamentale è la più conosciuta. Essa afferma
che: La persona stupida è il tipo di persona più pericolosa
che esista.
Il corollario della legge è che lo stupido è più
pericoloso del bandito.
Prima, abbiamo accennato alle categorie del genere umano: gli sprovveduti,
gli intelligenti, i banditi e gli stupidi. Di questi ultimi la Terza Legge
ci ha dato un bel ritratto. Gli sprovveduti sono quelli che procurano
del bene agli altri, ma non a se stessi; i banditi procurano bene a se
stessi e non agli altri; gli intelligenti fanno del bene agli altri e
a se stessi.
Leconomista Carlo M. Cipolla ha giocato sul filo del paradosso e
dellassurdo. Mettendoci qualcosa di vero. Noi, a che categoria apparteniamo?
MDN
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