Segnal'etica
 
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PRIMAVERA 2008
linguaggi della comunicazione
xx SCRITTOIO





Un viaggio, uno sguardo altro dall'altra parte del mondo, un andare lontano per vedere forse meglio ciò che ci è più vicino.

Martina Feliciotti Durante un lungo viaggio in Messico, ho avuto occasione di partecipare ad una serie di conferenze dal titolo "Pianeta terra: movimenti anti-sistemici", promossa a San Cristobal de las Casas, Chiapas, dalla Universidad de la Tierra, dalla rivista Contrahistorias e dalla Otra Campaña. Si è trattato di un incontro di intellettuali e di rappresentanti di movimenti sociali anticapitalisti, provenienti da tutto il mondo, per discutere di pratiche di resistenza e di esperienze di auto-governo, di giustizia e di politica. Tra i vari argomenti, quello della distruzione della natura: se per gli indigeni la terra è madre, per le imprese multinazionali è una risorsa economica da convertire in profitto. Ho tradotto uno degli interventi del Subcomandante Marcos, che ha partecipato a questo incontro. (continua)
Pubblicato anche su L'Ippogrifo - La terra vista dalla luna, semestrale del Dipartimento di Salute Mentale di Pordenone - ASL 6 Friuli Occidentale.

 

 

BOOM! A storytelling art

Riccardo Giacconi I paradigmi commerciali della cultura di massa impongono la velocità. La comunicazione è immediata, i messaggi sono il più possibile univoci, e la competizione verte sulla capacità di colpire istantaneamente e ripetutamente l'attenzione del fruitore. Boom!
(continua)

 

Pubblicità rivista

la réclame stampata

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Quadrifoglio

appunti sull'arte

La Torre e il Re(stauro)

 

 

 

Mimmo Paladino impacchetta la Torre Ghirlandina, a Modena. Non alla maniera di Christo, ma alla semplice maniera dei lavori in corso: monumenti da restaurare che vengono coperti (perché non è bello mostrare le impalcature o per la sicurezza degli operai, che volano giù come piccioni senza ali?). L'iniziativa è, come si dice, lodevole. E, come si vede, da ammirare. I lavori di Mimmo Paladino - il più grafico e il più concettuale degli ex transavanguardisti (ci passi, l'artista, questa definizione bonsai) - sono sempre coinvolgenti. Riducono all'essenza le forme, senza alleggerire il senso dei suoi racconti visivi (anche complessi). clic


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Uno studio grafico (ma il termine è riduttivo) che si chiama Kmzero ogni volta che fa qualcosa parte sempre da capo? Probabile che sia così. Azzerarsi, per essere sempre nuovi, unici, originali. Non è cosa facile. Però quelli e quelle di Kmzero ci riescono egregiamente. Con una rivista (ma il termine è riduttivo) chiamata ego[n]. L'abbiamo scoperta tra le pagine web di socialdesignzine. Curiosi e incuriositi, abbiamo scritto a Kmzero, che sta a Firenze, centro-centro, così centro che verrebbe da dire che lì comincia Firenze. Al chilometro zero? Ah, ecco, forse è questo il senso del nome. Al di là degli spazi, quelli e quelle di Kmzero sono gentili e professionali: rispondono subito, allegando un po' di file word e pdf per mostrare qualche pagina di ego[n].
ego[n] è un "magazine sperimentale che si presenta sotto forma di un box contenente dodici volumi monotematici". Per illustrare come si deve la bellissima ego[n] ci vorrebbe una lunga pagina qui in Segnal'etica. Sarebbe comunque riduttivo, come quei termini utilizzati qualche riga sopra. Soluzione: link. In questo pdf c'è la presentazione di ego[n]. In questo word si entra più nel dettaglio (lettura piacevole, anche). Qui ci sono due foto del box e dei volumi. Partendo da qui si arriva al centro di Firenze, dove sta Kmzero.

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Reclamo Reclame

la pubblicità sociale


There's no such thing as an old junkie


Coca, eroina, crack. Non c'è futuro. Per chi ne fa uso. Per le droghe, invece, il futuro è quotato in borsa. Quando la pubblicità non è una brioche diventa subito choc. Come questa compagna anglosassone, che mostra tre improbabili anziani indaffarati a sniffare, bucarsi, fumare. Improbabili, perché il messaggio è: "Non ci sono anziani drogati", nel senso che si crepa molto prima. Il tossico non arriva all'età veneranda, insomma. Il messaggio prosegue con: "Riprenditi il futuro". Questa pubblicità è stata realizzata per un centro di recupero per tossicodipendenti. Hanno un futuro da riprendersi? Speriamo. Quale futuro? Chi lo sa, la domanda (non pubblicitaria) è per tutti: tossici, alcolisti, astemi e non fumatori, per quelli che sono precari-dipendenti e per quelli che... puntini puntini. I tre anziani sono di classi sociali diverse. Alcuni particolari lo suggeriscono. La signora che tira coca ha un foulard da boutique, un sobrio scialle di lana e forse è seduta nel salotto di casa; la signora che si prepara al buco stringendo con i denti il laccio ha un che di arrabbiato e le rughe sfatte di una che si è fatta da decenni; il signore che fuma crack ha la bombola dell'ossigeno appresso (parrebbe) e un po' di miseria domestica da cucinino casa popolare. Chi si droga pesante avrà la vecchiaia leggera, per dire che non ce l'avrà.
Per adesso sono i figli di questi improbabili padri a drogarsi. Over 50. Overdose di tutto e di niente. Invecchieremo così? Invecchieremo, forse. E se saremo meno di una vecchia ciabatta o di un vecchio arnese? Be', in tal caso, riprendetevelo voi il mio futuro, che a me non serve.
(Clic per le immagini)


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Fotograffiare

le immagini che lasciano il segno


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Colibrì

piccole schede sui libri


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Un Sedicesimo è una rivista di design che però non parla di design. O meglio, parla di design parlando di se stessa, dal momento che Un Sedicesimo "è" un progetto di design. O meglio ancora, Un Sedicesimo è la prima rivista che invece di parlare di grafica la fa. Ogni numero è un progetto finito, senza commenti, senza analisi e senza dibattiti. L'autore di turno (artista, grafico, illustratore, studente, scrittori, sarto o cuoco di interesse internazionale) ha 16 pagine bianche per creare il proprio progetto, in totale autonomia, dalla testata al colophon: una sorta di galleria su carta che ogni due mesi propone una mostra differente. Non cambiamo mai le misure e, come suggerisce il titolo, il numero delle pagine (che sono 32, numero che corrisponde alla misura tipografica del sedicesimo). Fresco di stampa è il N. 3, che questa volta è un Due Sedicesimi, uno di Paul Cox, l'altro di Francesco Dondina. Il prossimo uscirà a giugno. Hanno già deciso di partecipare all'avventura: Martí Guixé, Leonardo Sonnoli, Francesco Dondina, Paul Cox, Italo Lupi, Massimo Pitis, Gianluigi Colin, Matteo Bologna, Steven Heller, Giulio Iacchetti, Moreno Gentili. (informazioni in pdf)

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Satisfiction è una rivista di critica letteraria, tra romanzo e realtà: commenta libri (recensioni) e ci fa leggere degli inediti e delle anticipazioni. Free press, come si dice in città. Idea e progetto straordinari, di quelli che lì per lì avresti voglia di copiare, ma poi non lo fai, specialmente se vivi nel profondo centro (geografico). Satisfiction è un titolo da canticchiare, e va da sé il motivo stonesiano con la vocale diversa: I can't git no satisfiction. Una rivista formato tabloid di 56 pagine, tutta da leggere, come certi mensili degli anni settanta, senza immagini (solo qualche pubblicità). Grafica austera, ma si sente (si vede) la modernità. Titoli e numeri di pagine cubitali, testi compatti distribuiti su due colonne. È una rivista dell'oggi, Satisfiction, anche con le scritture di ieri, quelle recuperate nei cassetti di autori noti. Dalle nostre parti non arriva, non ci sono metropolitane, però qualche libreria c'è. In-satisfaction. Peccato. Scriviamo allora una e-mail a Gian Paolo Serino - ideatore e fondatore -, che risponde subito. In un mondo troppo frettoloso, queste velocità hanno un loro valore.
Satisfiction si definisce "la prima rivista letteraria che rimborsa i libri consigliati", nel caso l'acquisto deluda il lettore, perché vuole rispettarlo "regalando consigli che siano indipendenti dal potere editoriale e dalle logiche di una cultura sempre più spesso ridotta a semplice marketing". Lettore onesto, che si è fidato del recensore, il quale dovrà a sua volta fidarsi del lettore scontento, che applica il "soddisfatti o rimborsati".
Satisfiction è al secondo numero [qui il sommario]. Gli elogi non sono mancati, dalla stampa quotidiana alla radio, su scala nazionale [qui la rassegna]. C'è fermento nell'aria. I recensori sono - come si dice - delle "belle firme".
I responsabili della rivista non si fermano alla carta. Satisfiction è anche un sito, un blog e una newsletter. Quindi, tutto quello che c'è da sapere meglio leggerselo dalla fonte [qui]. C'è più soddisfazione. Il numero 3 uscirà il 5 maggio.

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Costruzioni per l'uso

Il libretto delle istruzioni
Sull'Ikea hanno già scritto, riscritto, esaltato e smontato. Il montaggio di un mobile Ikea è parodia da comici; Antonio Albanese declama/reclama (meglio di tutti) contro le centinaia di viti e vitine contenute nello scatolone Ikea. Domanda: perché se mi auto-costruisco una radio sono bravo, mentre su mi auto-assemblo una cucina Ikea rischio di passare per un Fantozzi post moderno? Risposta: evviva il Fantozzi post, che almeno sa cavarsela con giravite, livella, metro e chiavi a brugola.
Furio Minuti, architetto e designer (progetti per iGuzzini, Frau, Thonet), dice che l'Ikea è un "luogo democratico". Sono d'accordo
.
(continua)

 

Oggetto Soggetto

le "cose" che fanno parte di noi


Visitare un biglietto

Cartoncino a stampa con nome, cognome, indirizzo ed eventuale titolo professionale. Ovvero: il biglietto da visita. Tempi addietro, non si capiva bene se si doveva chiamare "per" visita, al pari della macchina da o per scrivere. Superato il dilemma "da" o "per", adesso è il turno del "come".
Come è fatto il biglietto che servirà per farci visitare, farci venire a trovare, metterci in contatto di persona oppure con una e-mail o con una telefonata o scegliete voi. Il biglietto da visita ha lo svelamento dei nostri occhi quando sono considerati lo specchio dell'anima. Quasi a dire: fammi vedere che biglietto hai e ti dirò chi sei. E quel "sei" non è certo la professione scritta sul cartoncino (può anche non essere scritta), ma è un "te stesso" messo a nudo, spontaneo (anche se il grafico lo ha studiato a fondo quel modo di presentarci agli altri). Insomma, il biglietto da visita ha la sua bella responsabilità nel mostrare come siamo, pur nei limiti di una superficie di pochi centimetri.

Tra i tanti biglietti da visita creativi, fantasiosi, strambi, originali, professionali, divertenti, ironici e via bigliettando che ci sono in giro, a noi è piaciuto più di tutti il biglietto da visita di Gengåvan second hand . Una idea semplice, però di grande effetto. Tu prendi un biglietto da visita qualsiasi, di un altro, lo cancelli, e dietro scrivi a mano il tuo nome, quello che fai, l'indirizzo e tutto il resto. Biglietto riutilizzato. "Seconda mano", appunto. Niente male l'idea, e non costa nulla. Per noi, il migliore.
(Clic sull'immagine)

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Personali

quelli che volano alto


Daniele Del Giudice
intervistato per Segnal'etica da Riccardo Giacconi

Si parla del mestiere dello scrittore, della bicicletta Bianchi 28, del deserto, del tempo, del volo, dei primi romanzi, delle case editrici, dei cinesi, del Pil, di Second Life. E di Flaubert, Conrad, Calvino, Fellini, Paolini, Follett, Proust, Sainte-Beuve, Morselli, Moccia, Vespa, Ravera, Musil.
Clic   
  

Archivio: l'intervista a Maria Luisa Spaziani clic


Controsenso

un senso al contro


I blog-vip hanno assassinato la spontaneità creativa / Assunta Altieri

Mi fanno un po' sorridere le analisi che, sovente, si fanno dei blogger e dei blog: accurata ricerca di un filosofico e letterario perché, indagini nell'io profondo e nel misticismo della blogmania. Inerpicarsi su congetture articolate è rischioso, soprattutto in un Paese (l'Italia) dove il web ha faticato parecchio ad attecchire e dove, ancora, le grandi agenzie di comunicazione hanno un po' di soggezione nell'ammettere che il grosso del fatturato proviene dal below the line, ammantandosi sotto lo scintillio dell' advertising istituzionale e hanno ghettizzato il web nel ruolo di new media (dove il new, spesso sta per esperimento-tentativo-vediamo se... ). Continua


What do you think about?

I blog che si occupano di scrittura commerciale sono molto utili. Hanno sempre da insegnare qualcosa attraverso un commento, un link, una notizia ripresa, uno scambio di opinioni e altro. Dare consigli su come si debba scrivere un testo commerciale è cosa preziosa, non solo per chi è agli inizi di una carriera stramba come il redattore aziendale (entra nella casella, in molti casi, pure il copywriter), ma anche per chi con le parole scritte ci campa sopra da diversi anni. Della serie: meglio non finire mai di imparare. Da qualche tempo, alcuni blog (i più linkati) danno consigli sulla scrittura riportando regole e punti (decaloghi, in genere) di blog di lingua inglese.
Qualche spunto si prende, senza dubbio. Ma un conto è fare il redattore aziendale nell'Illinois un altro è farlo per imprenditori con capannoni tra le Marche e la Romagna. O no?

  
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Non c'è nulla di così umiliante come vedere gli sciocchi
riuscire nelle imprese in cui noi siamo falliti.
Gustave Flaubert
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segnal'etica e-mail
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Un racconto al mese
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Avete un dattiloscritto - anche una pagina - da far leggere agli under 15? Inviatelo per e-mail a Calibro Zeroquindici, mini editrice online. (gratuita) Info

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Pelle (di mdn) è un racconto corto,
da leggere nel sito di Barbara Garlaschelli.

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Dedicato agli under 15

Chiò è un chiodo che non vuole più fare il chiodo. Ribellandosi, riceve un colpo dal martello Mart e si piega. Un chiodo storto non serve più e si butta. Invece no, potrà essere utile per altre funzioni. La vicenda di Chiò (la sua diversità) è narrata da dodici utensili (che raccontano di se stessi e affrontano vari argomenti), da una cassetta porta attrezzi e dal macchinista che utilizza gli utensili nel suo lavoro a teatro. Tutti si domandano dove sia finita la ribelle Chiò, scomparsa da tempo. Forse lei se ne sta...

Per scaricare il pdf clic
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Save Radio Rock FM È partito con una petizione contro la chiusura di Radio Rock FM il viaggio virtuale di "In_medias_res ", blog autogestito da sei studenti del master CommunicActive. (continua)
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Per molti versi, e per molte note, i Random Riders - un no/gruppo italiano - dovrebbero già stare in classifica. Per adesso, ascoltateli qui e inseriteli tra i preferiti del vostro ipod.

SDZ
SocialDesignZine è un sito organizzato dall'Aiap, associazione italiana progettazione per la comunicazione visiva. RIflessioni quotidiane sulla comunicazione, da non mancare.

Ildue.it
E' il giornale online dei detenuti di San Vittore, diretto da Emilia Patruno, giornalista "libera". Impeccabile professionalità, coinvolgente umanità e preziosa ironia. Un clic e siete dentro. Vale la pena. clic

Mauro Mongarli
è uno scrittore e un copywriter. Sul suo sito c'è molto da leggere sulla pubblicità e non solo.

Il mestiere di scrivere - diretto da Luisa Carrada - tra i migliori siti italiani sulla scrittura professionale.

Cosafai?Copy
Il blog sul copywriting e sulla comunicazione di Francesca Benvenuto.


Zabrinsky Point
Un utilissimo portale di controinformazione ricco di notizie e riferimenti.

Comunitazione
la comunità delle scienze della comunicazione: condividere per creare. L'intelligenza collettiva.

Scrittura creativa Rubrica di SuperEva diretta da Annamaria Manna. Una guida indispensabile su tutto ciò che è leggere e scrivere.

Armando Adolgiso, regista e scrittore. Il sito più equipaggiato di interviste a personaggi "già arrivati", ma che ripartono sempre volentieri.

Assunta Altieri
è una accont supervisor. Il suo blog si chiama "Il cassetto delle idee libere" e contiene molti bei pensieri.

Carla Lattanzi, copywriter. Il suo sito è una utilissima guida alla scrittura quotidiana e al buon uso della lingua italiana.


Simply ADdicted
Un blog sulla comunicazione, con molte buone informazioni e link, di Flavia Brevi.

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ChewingArt è un progetto di promozione di nuovi talenti nel campo delle arti contemporanee. È anche una galleria web. ChewingArt sta a Torino. clic

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COLLEZIONE PEGGY GUGGENHEIM
28 giugno/12 ottobre
Coming of Age. Arte americana dal 1850 al 1950
INFO
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Presentazione di una campagna

E' proprio come la descrive SocialDesignZine.
"(...) Ci saranno state lunghe riunioni nelle quali ognuno dei presenti, in forza di qualche carica, avrà detto la sua. Qualcuno sarà arrivato forse con uno schizzo fatto a casa. Magari si sarà chiamata la segretaria per un giudizio "spontaneo".

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Lettera P Discorsi in forma di e-mail sulla pubblicità. Le opinioni espresse sono dei singoli e non rappresentano l'opinione dell'Art Directors Club Italiano. Per il momento la lista è ferma, ma le opinioni valgono sempre.


Lo scaffale di
Fulvio Caporale
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Il cinema nello scaffale
di
Fulvio Caporale